martedì 26 agosto 2008

SALUTE-PRESENTE NEL TABACCO IL POLONIO

Tecnoscienze
Le pesanti accuse dei ricercatori pentiti
Polonio nelle sigarette, le multinazionali sanno ma tacciono
Presente nel tabacco l'elemento che causa il tumore ai polmoni


Washington, 26 ago. - Nelle sigarette è presente il Polonio 210, sostanza che causa il tumore ai polmoni, e, ciò che è peggio, le multinazionali del tabacco lo sapevano da 30 anni, e hanno taciuto per non perdere profitti. Lo rivela un articolo che sarà pubblicato nell'edizione di settembre dell'American Journal of Public Health.

La pesantissima accusa si basa sulle testimonianze di un'equipe di ricercatori guidati da Monique Muggli, della Mayo Clinic del Minnesota. Il Polonio 210, che tanto per capirci è la stessa sostanza responsabile della morte della spia russa Alexander Litvinenko, è da sempre presente nel tabacco, e quindi anche nelle sigarette. Secondo la Muggli, le multinazionali del tabacco, prima fra tutte la Philip Morris, sono a conoscenza del problema da almeno trent'anni, ma, non essendo riuscite a rimuovere il Polonio nemmeno ricorrendo all'ingegneria genetica, avrebbero preferito mettere a tacere la cosa.

Ovviamente, essendo l'industria del tabacco una delle lobby più potenti negli Usa, la testimonianza è già stata screditata dagli avvocati delle multinazionali. Tra le motivazioni della difesa, spicca il fatto che "il polonio è presente anche nelle fragole". Insomma, un pò la situazione dipinta dal film Thank You for Smoking, che già un paio di anni fa dipingeva una situazione molto simile a quella attuale.

Massimo Miato

•Ue, arriva la sigaretta che non provoca incendi •Tumore ai polmoni le donne rischiano di piu' •Ritorna la Giornata Mondiale senza Tabacco •Non hai le rughe? Niente sigarette •Smettere ti fa bella. Bellezza batte fumo 1-0

http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=18014&titolo=Polonio%20nelle%20sigarette,%20le%20multinazionali%20sanno%20ma%20tacciono

lunedì 25 agosto 2008

SALUTE : LA DIETA MEDITERRANEA CONTRO L'OBESITA'

MED - Obesità, Coldiretti: Tornare alla dieta mediterranea


Roma, 25 ago (Velino) - "Un terzo dei ragazzi italiani è obeso o in soprappeso non solo per la ridotta attività fisica ma anche per effetto del progressivo abbandono a tavola dei principi della dieta mediterranea. Dieta che con pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli abitanti del Belpaese di conquistare fino ad ora il record della longevità con una vita media di 78,6 anni per gli uomini e di 84,1 anni per le donne, nettamente superiore alla media europea". Lo afferma la Coldiretti nel commentare lo studio di un gruppo di ricercatori dell'Università statunitense dell'Iowa, pubblicato sulla rivista Journal of Pediatrics, che raccomanda innanzitutto attività fisica, 13 mila passi al giorno per i maschi e 11 mila per le femmine, e poca televisione (non più di due ore al giorno), per evitare i chili di troppo già nell'infanzia tra i 7 e i 12 anni.

"La radicata cultura alimentare fondata sulla dieta mediterranea, secondo l'organizzazione agricola non ha 'salvato' i giovani italiani, come confermano i dati preoccupanti sull'aumento dei casi di obesità o soprappeso, dovuti a una non corretta alimentazione, che riguardano un terzo dei ragazzi attorno ai dieci anni. "La principale causa va individuata non solo nel minor esercizio fisico ma anche nel consumo di cibi grassi e ricchi di zucchero come le bibite gassate e per questo occorre intervenire nelle case e nelle scuole con una maggiore attenzione ai menu. Anche a quelli delle mense dove deve essere garantita la presenza di cibi sani come i prodotti tradizionali e la frutta e verdura locale che troppo spesso mancano dalle tavole delle giovani generazioni. I ragazzi di questa generazione per la prima volta nella storia, potrebbero essere - sottolinea la Coldiretti - i primi ad avere una vita più breve dei propri genitori proprio per colpa delle malattie causate dall'obesità e dal soprappeso, secondo l'allarme lanciato dal Congresso Internazionale sull'Obesità di Sidney in Australia. Le malattie collegate direttamente all'obesità sono responsabili - precisa - di ben il 7 per cento dei costi sanitari dell'Unione europea poiché l'aumento di peso è un importante fattore di rischio per molte malattie come i problemi cardiocircolatori, il diabete, l'ipertensione, l'infarto e certi tipi di cancro, sulla base dei dati Ue".

La Coldiretti sta realizzando il progetto "Educazione alla Campagna Amica" che coinvolgerà nel prossimo anno scolastico oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che parteciperanno a tremila lezioni in programma nelle fattorie didattiche e agli oltre cinquemila laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe. "L'obiettivo – sostiene la Coldiretti - è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei pr
Tecnoscienze
Ricerche delle universita' inglesi annunciano una interessante scoperta odotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell'agricoltura con i cibi consumati ogni giorno. Un obiettivo che - conclude - può anche essere incentivato con l'aiuto dei nuovi distributori automatici di frutta e verdura snack che si stanno diffondendo e dove è possibile acquistare frutta fresca, disidratata o spremute senza aggiunte di zuccheri o grassi come alimento rompi-digiuno per una merenda sana alternativa al “cibo spazzatura”.

(com/esp) 25 ago 2008 16:54


http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=621552

CARDIOLOGIA : L'ASPIRINA CONTRO L'INFARTO

Tecnoscienze
Ricerche delle universita' inglesi annunciano una interessante scoperta
Aspirina: La nuova frontiera anti-infarto
Attenzione alle controindicazioni, senza mai dimenticare la prevenzione


Londra, 25 ago. - Prevenzione di massa contro l'infarto con l'aspirina. Ebbene sì: un uso quotidiano dopo i 50 anni può portare a ridurre del 10% gli infarti. In Italia sarebbero 20 mila casi l’anno, sui 200 mila casi di italiani segnalati per 'attacchi cardiaci' . Parola della “British Heart Foundation” e del suo studio nelle Università di Nottingham e Sheffield.

Gli esperti inglesi invitano a migliorare i propri stili di vita. “Comunque è un'idea sensata - ha detto il dott. Luciano Caprino, esperto di farmaci antiaggreganti - e tale riduzione ne giustifica l’uso”.

Bisogna prestare attenzione alle controindicazioni che riguardano lo stomaco, piccole emorragie e complicazioni renali. Si consigliano quindi, dosi molto basse a stomaco pieno, ovvero la cosiddetta “aspirinetta”. ”In futuro - ha concluso Caprino - sarà phttp://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=38&ID_articolo=904&ID_sezione=243&sezione=
ossibile individuare con test biochimici e funzionali le persone più a rischio e concentrare su di esse le terapie”.

Inoltre si offrirebbe prevenzione nei casi di tumori alla bocca, gola ed esofago. Per l’Istituto di Ricerche Farmacologiche ”Mario Negri”, la riduzione del rischio riguarda anche i tumori del tratto aerodigestivo superiore e dell'intestino.

Giambattista Salis

•Le 101 invenzioni che hanno cambiato il mondo •Ora l'Aspirina non avra' effetti collaterali •Aspirina Coop a 2 euro •La vitamina C rallenta la crescita dei tumori



http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=17962&titolo=Aspirina%20La%20nuova%20frontiera%20anti-infarto

SALUTE-IL PERICOLO DEGLI ZUCCHERI

NEWS
25/8/2008

Il circolo vizioso degli zuccheri: danneggiano le cellule





ROMA
Arriva un’amara notizia per gli amanti dei dolci. A lungo andare, una dieta scorretta e ricca di zuccheri è capace di danneggiare le cellule del cervello che tengono a freno l’appetito, spianando così la strada che porta all’obesità.

La scoperta è di un gruppo di ricercatori guidato da Zane Andrews, neuroendocrinologo dell’università australiana di Monash, che in uno studio pubblicato da Nature indaga i meccanismi che regolano lo stimolo della fame nel cervello. Dopo i pasti, come spiegano i ricercatori, le cellule del cervello che servono a tenere a bada l’appetito (i neuroni Pomc) vengono attaccate dai radicali liberi normalmente prodotti dal nostro organismo.

Se però a tavola ci concediamo troppi cibi ricchi di zuccheri, l’attacco di questi radicali liberi si fa ancora più imponente. Col passare degli anni, queste continue aggressioni danneggiano i neuroni Pomc, che non controllano più l’appetito favorendo l’obesità. «Più zuccheri mangiamo - spiega Andrews - più danneggiamo le nostre cellule blocca-fame. Gli individui più a rischio sono quelli tra i 25 e i 50 anni, perchè i neuroni che impediscono di mangiare in eccesso sono già stati spazzati via». I radicali liberi, specificano poi i ricercatori, attaccano anche i neuroni che stimolano la fame, ma questi, a differenza dei Pomc, sono protetti da una particolare proteina chiamata Ucp2.

Consumare cibi ricchi di zuccheri, quindi, porta ad un circolo vizioso in cui più si mangia più si ha fame. Ma non tutti gli zuccheri sono uguali: quelli più dannosi, come spiega il nutrizionista Michele Carruba, sono quelli semplici, contenuti per esempio nei dolci. «Quando ne ingeriamo troppi - spiega l’esperto - i loro livelli nel sangue raggiungono rapidamente picchi elevati».

Le cellule, che hanno negli zuccheri il loro carburante, sono così costrette a bruciarne grandi quantità in poco tempo, non senza conseguenze. «Quando la cellula ossida gli zuccheri per produrre energia - aggiunge Carruba - si ha la formazione di radicali liberi, che se generati in eccesso possono causare danni». A lungo andare, una dieta squilibrata può dunque creare problemi ai neuroni del cervello, come quelli "blocca-fame", ma in genere a tutte le cellule dell’organismo.

«In particolare - continua il nutrizionista - vengono colpite le cellule del pancreas (cosa che predispone all’insorgenza del diabete) e viene favorito l’aumento di peso»: i radicali liberi, infatti, attaccano i mitocondri, i "motori" delle cellule dove si brucia la "benzina". Se questi vanno fuori uso o perdono funzionalità, gli zuccheri non vengono consumati e si accumulano sottoforma di grasso.

Nessuno problema però per gli amanti di pane e pasta, i protagonisti della dieta mediterranea che non contengono zuccheri semplici ma complessi come l’amido. «Questi alimenti - rassicura Carruba - non creano problemi perchè liberano glucosio lentamente e non generano picchi pericolosi di zuccheri nel sangue».

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=38&ID_articolo=904&ID_sezione=243&sezione=

venerdì 22 agosto 2008

PRENDERE IL SOLE AL SENO FA MALE

Prendere il sole in topless fa male alla pelle del seno?
Ovviamente sia chiaro che la mia domanda è giustificata da una ignoranza in materia... Nessuna malizia.
Vorrei solo sapere se la pelle del seno è più delicata rispetto alla pelle del resto del corpo e se quindi faccia male prendere il sole in topless.
Fa male alla pelle in quanto molto delicata e anche alla ghiandola mammaria...

il sole attiva i radicali liberi, responsabili dell'invecchiamento della pelle. un po' di sole fa bene perchè sintetizza la vitamina D ma senza una protezione solare adeguata e costante, la pelle sottoposta a lunghe esposizioni perde elasticità e morbidezza. quindi seno o no, la pelle è delicata e va rispettata altrimenti rughe e secchezza appariranno presto ed è irreversibile. se il tono della pelle del seno si distente, i seni si afflosciano

la pelle del seno soprattutto l'aoreola la parte attorno ai capezzoli è molto più delicata delle altre parti del corpo in quanto la meno esposta ai raggi solari e lì mi pare che vi siano meno melanociti (di questo però nn ne sono sicurissima)... quindi se vuoi prenderti il sole utilizza in quella zona maggiore protezione sopratutto in questa zona.
il sole fa male a tutta la pelle!
....credo che li in particolare ci sia una pelle più sensibile...io al mare e quando mi faccio le lampade mi do sempre una protezione più alta sul seno sul viso e sul collo......
....e protezione totale sui capezzoli!

http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20070507063720AAbJ3aS

BAMBINI-NON DEVONO STARE NUDI IN SPIAGGIA

PROBLEMI SUL NUDISMO DEI BIMBI IN SPIAGGIA
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>


Ciao a tutti ragazzi e ragazze ^_^

Volevo affrontare questo nuovo argomento:

Secondo voi è bene o male, alla luce di tutti gli avvenimenti di pedofilia e di molestie sessuali sui minori ai quali abbiamo assistito negli ultimi anni, mostrare i genitali dei bambini in luoghi come la spiaggia?
E' pericoloso permettere ai bambini di giocare serenamente nudi in mezzo alla gente?
Potrebbero isitgare pensieri a sfondo pedofilo e sessuale nelle menti di chi guarda, in caso sia affetto da disturbi della sfera sessuale a sfondo pedofilo?
Me lo son sempre chiesta...e non vi nego che quando vedo bambini nudi in spiaggia temo sempre che possano innocentemente attirare a sè certe persone dalle intenzioni non troppo buone.
Secondo voi i genitori o chi si occupa dei bambini devono necessariamente fargli indossare il costune da bagno o è lecito lasciarli liberi in quanto innocenti e non ancora affetti dal pudore tipicamente adulto?
Mi interrogavo su questo e vorrei sentire cosa ne pensate...
Grazie a tutti coloro che posteranno ^_^
http://community.girlpower.it/bambini-nudi-spiaggia-preoccupante-per-gli-abusi-vt81246.html


Bambini nudi in spiaggia?
allora mi viene un nervoso vedere quelle madri che in spiaggia lasciano nudi i bambini!!! E li fanno sedere x terra sulla sabbia!!!! Ma nn capiscono k così si possono prendere infezioni?!? e poi tutti quei granuli di sabbia k ti possono entrare.......! K rabbia!!!!!
nn ho mai visto dll mamme far mettere il perizoma alle figlie (bambine) sconvolgente


Sono daccordissimo con te!!!E'davvero triste lasciare i bimbi nudi in spiaggia solo perche'non sono ancora sviluppatti e ignari del senso del pudore!!!
La sabbia e'la cosa piu'sporca ke esista...e'un party di germi!!!Cosa gli costa mettergli un costumino???
Ke Dio mi fulmini se in futuro faro'lo stesso con i miei figli!!!
Ciao!!!
concordo con quello che hai scritto, ed aggiungo inoltre che le spiagge sono il paese della cuccagna per i pedofili, dove possono fare tutte le foto e le riprese video che vogliono ai bambini più o meno vestiti.

Non è igienico, io credo che il costumino ai miei figli lo metterò sempre; magari il lato positivo è che il bambino sviluppa un buon rapporto con il proprio corpo, ma ribadisco che non è igienico...


io più che dei virus e della malattie che possono essere tranquillamente guariti..mi preoccuperei dei maiali schifosi che allungano l'occhio...

Si, lo noto sempre anch'io.
Devo dirti che la cosa mi fa proprio schifo!


Io sono daccordo più per una prevenzione contro la pedofilia che per le infezioni.
Ho letto da qualche parte, che le infezioni sono procurate più dal contatto con asciugamani o tessuti da spiaggia, che sono stati a contatto con persone soggette a patologie infettive, in particolare della pelle, che a contatto con la sabbia.
La sabbia infettata si trova nelle zone dell'Africa e Tropicali in genere.
Qui, possono esserci spiaggie infette solo nei pressi di scarichi fognari o su luoghi di ex zone industriali (vedi ex Italsider a Bagnoli quartiere di Napoli).
Il Mare invece, in molte delle nostre zone è inquinato da batteri fecali e da altri tipi molto pericolosi per la pelle e per i genitali, anche se l'acqua è limpida e trasparente,
Allora è li che bisogna che i bambini siano protetti col costume.
La cosa sconvolgente inammissibile, è anche far indossare a piccole bambine il costume a perizoma.
Le mamme in questione sono incoscienti

a me sinceramente fanno più schifo le babbione con le tette esposte che penzolano fino alle ginocchia...
o perizomi su sederoni carichi di cellulite.....

http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20070820030354AAXkSFr

mercoledì 20 agosto 2008

Il sonno ha la funzione di riorganizzare i propri ricordi

Il sonno ha la funzione di riorganizzare i propri ricordi



Agli 88 volontari che si sono sottoposti alla sperimentazione, gli studiosi hanno mostrato diverse immagini, alcune rappresentanti per esempio una macchina parcheggiata lungo una strada, altre, invece, ritraevano scene di maggior impatto emotivo come un incidente.

Ha fatto seguito un test per verificare la qualità dei ricordi e una divisione dei volontari in tre gruppi, in cui i primi dovevano stare svegli per 12 ore di seguito, i secondi dormire per 12 ore mentre agli ultimi è stato chiesto di ricordare le immagini 30 minuti dopo la visione.

E’ emerso che i volontari rimasti svegli per 12 ore avevano dei ricordi vaghi in merito alle scene “negative”, al contrario di coloro che avevano dormito, che invece ricordavano con maggiore chiarezza le medesime scene.
In pratica è come se i ricordi delle persone che avevano dormito per 12 ore erano paragonabili a quelli di coloro che avevano risposto alle domande nei 30 minuti successivi alla prima visione.

La coordinatrice della ricerca, Jessica Payne, spiega che una buona qualità del sonno aiuta il cervello a selezionare i ricordi da conservare e quelli da scartare: saranno prescelti solo i più importanti dal punto vista emotivo.

Questa studio va oltre la conoscenza odierna sul fatto che il sonno consolidi le procedure operative per evidenziare una relazione tra il sonno e i ricordi legati alle emozioni.



Gli esperti spiegano che questo processo potrebbe essere lo stesso che sta alla base della memoria selettiva: per tale motivo la vittima di un’aggressione ricorda spesso l’arma del crimine ma conserva solo vaghi ricordi dei particolari della scena.

http://www.blogscienze.com/unaccurata-cernita-dei-ricordi-durante-il-sonno/20080819