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lunedì 1 giugno 2009

Più attività fisica, meno cancro al seno


SALUTE
1/6/2009

Più attività fisica, meno cancro al seno


Le donne che praticano con regolarità un’attività fisica e fanno
movimento riducono del 20% il rischio di sviluippare un cancro della mammella. A sottolinearlo è
l’oncologo Pierfranco Conte, direttore del dipartimento di oncologia dell’Università di Modena e
Reggio Emilia, in occasione del Congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco) in
corso ad Orlando. Un dato che trova conferma anche in vari studi internazionli presentati all’Asco.
L’effetto benefico del movimento, spiega Conte, è più evidente dopo la menopausa, quando ogni
ora settimanale di attività fisica abbassa il rischio del 6%.
Ma gli esperti riuniti all’Asco concordano anche su un altro aspetto: pure le donne malate
possono trarre enormi benefici dall’attività fisica. Infatti, 3-5 ore di attività aerobica ogni sette giorni
dimezzano il rischio di morte per cancro al seno. Ed ancora: lo sport, rilevano vari studi, ha anche
l’effetto di ridurre le probabilità di recidive. Un effetto pari a quello delle terapie oggi più utilizzate a
questo scopo, ma senza i costi ed i disturbi collaterali connessi. (ANSA).



http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/Benessere/grubrica.asp?ID_blog=26&ID_articolo=845&ID_sezione=33&sezione=Salute

martedì 24 febbraio 2009

LA PILLOLA PUO' CAUSARE IL CANCRO AL SENO

STUDIO SULL'AMERICAN JOURNAL OF EPIDEMIOLOGY
LA PILLOLA PUO' CAUSARE IL CANCRO AL SENO

(AGI) - New York, 24 feb. - L'uso della pillola contraccettiva puo' favorire lo sviluppo del tumore al seno: lo ribadisce una nuova ricerca pubblicata dall'American Journal of Epidemiology. Fino ad oggi, l'associazione tra cancro al seno e contraccettivi orali si basava "per lo piu' su studi condotti prima del 1990", nota l'equipe di ricercatori, diretta dalla dottoressa Lynn Rosenberg, della Boston University. Per la sua analisi, il team della Rosenberg ha usato invece dati recenti, coinvolgendo donne che partecipavano al Case-Control Surveillance Study. I ricercatori hanno cercato di capire se l'uso della pillola contraccettiva fosse legato al rischio di cancro al seno nelle pazienti cui era stata diagnosticata la malattia tra il 1993 e il 2007 e, nel caso l'associazione fosse valida, se il rischio variasse in base alla razza o ai recettori ormonali del cancro al seno. Lo studio ha coinvolto 907 donne con cancro al seno e 1.711 sane. Le donne che avevano assunto contraccettivi orali per un anno o piu' avevano il 50% o piu' di probabilita' di ammalarsi rispetto alle donne che non li avevano assunti o li avevano presi per meno di un anno. Inoltre, l'assunzione della pillola per lungo tempo e l'appartenenza alla razza nera aumentavano le probabilita' di sviluppare il tumore, mentre la presenza dei recettori ormonali del cancro al seno non influiva sull'associazione tra contraccettivo orale e cancro al seno. "L'uso dei contraccettivi orali e' molto diffuso ed e' quindi importante mettere in guardia le donne sui possibili effetti sulla salute", conclude Rosenberg.



http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200902241025-mon-rsa0004-art.html

sabato 10 gennaio 2009

GENETICA: PRIMA BIMBA SENZA GENE DEL CANCRO AL SENO

GENETICA
Nata a Londra la prima bimba
senza gene del cancro al seno
La piccola - avuta con la fecondazione in vitro - sta bene. Malattia evitata grazie alla diagnosi preimpianto sull'embrione



LONDRA - Per tre generazioni la sua famiglia ha lottato contro il cancro al seno. Lei, però, non correrà il rischio di ammalarsi: è nata in Gran Bretagna la prima bambina che, grazie a uno screening genetico, non ha ereditato dai genitori il gene responsabile della malattia.

Mamma e piccola stanno bene, ha annunciato Paul Serhal, dell'University College di Londra, il medico che le ha assistite. La bimba è nata grazie alla fecondazione assistita: l'embrione era stato esaminato prima dell'impianto per verificare la presenza di alterazioni nel gene Brca1. Le donne che manifestano questa variazione hanno una possibilità pari all'80 per cento di sviluppare il cancro al seno e pari al 60 per cento di sviluppare il cancro alle ovaie.

Degli undici embrioni prodotti con la fecondazione in vitro sei avevano il gene Brca1 mutato e cinque sono risultati liberi: di questi, due sono stati impiantati nell'utero della donna e ne è risultata la gravidanza.

"Questa bambina non dovrà affrontare la paura di sviluppare questa forma genetica di cancro al seno o di cancro alle ovaie da adulta. I genitori non passeranno questo rischio per la salute alla figlia. L'eredità duratura di questa operazione è lo sradicamento della trasmissione di questa forma di cancro che ha devastato queste famiglie per generazioni", ha dichiarato con soddisfazione Serhal.

La diagnosi genetica pre-impianto (Pgd) prevede il prelievo di una cellula di un embrione nello stadio in cui è composto da 8 cellule, tre giorni dopo la sua formazione. E' una pratica abbastanza comune in Gran Bretagna per escludere malattie ereditarie come la fibrosi cistica e la malattia di Huntington.


Nel 2006, l'Autorità britannica per la fertilità umana e l'embriologia (Hfea) ha dato il via libera anche ai test sui cosiddetti geni suscettibili, come il Brca1. Tutti gli esseri umani portano una versione di questi geni - la proteina del Brca1, quando funziona correttamente, contribuisce a impedire la formazione di tumori - ma alcune variazioni aumentano enormemente la possibilità di sviluppare il cancro.

Essere portatori del difetto genetico non significa la certezza di avere la malattia da adulti. Tuttavia, in famiglia c'erano stati diversi casi: la nonna, la madre, la sorella e la cugina del papà della bambina neonata sono state colpite dal cancro al seno. Se la moglie, che ha 27 anni, avesse avuto un figlio maschio, egli avrebbe potuto passare il difetto genetico ad eventuali sue figlie.

I medici esultano, ma la notizia ha suscitato polemiche e c'è chi ha agitato lo spettro dell'eugenetica. Come Josephine Quintavalle, dell'organizzazione per la bioetica Comment on Reproductive Ethics dice: "Non è qualcosa di personale contro questa bambina, ma penso che si sia andati troppo in là. Alla base di tutto questo c'è l'eugenetica", ovvero il tentativo di migliorare geneticamente la razza umana.

Sarah Cant, dell'organizzazione Breakthrough Breast Cancer, nota: "La decisione di fare lo screening degli embrioni per vedere se portano un gene difettoso che provoca il cancro al seno è una questione complessa e molto personale. Le donne con una storia familiare di questa malattia ci dicono che quel che è giusto per una persona può non essere adatto a un'altra. E' importante che chiunque abbia questo problema abbia le informazioni appropriate per fare la scelta giusta per sè".

(9 gennaio 2009)



http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scienze/bimba-cancro-londra/bimba-cancro-londra/bimba-cancro-londra.html

lunedì 15 settembre 2008

FARMACO CONTRO RICADUTA DEL TUMORE AL SENO

Tumori al seno, un farmaco in grado di ridurre
del 25% il rischio di ricaduta


ROMA, (14 settembre) - L'aggiunta di un farmaco al cocktail di medicinali usati nella chemioterapia del tumore al seno dopo intervento chirurgico, è riuscito ad abbassare del 25% il rischio di ricaduta. È il maggior dato ottenuto da uno studio condotto in 50 centri oncologici italiani su quasi 1000 donne presentato oggi al congresso della società europea di oncologia in corso a Stoccolma. «Si tratta di uno dei migliori risultati mai ottenuti su questo gruppo di pazienti», ha commentato il coordinatore della ricerca Francesco Cognetti, direttore dell'Oncologia medica del Regina Elena di Roma.

Lo studio condotto in collaborazione con l'università Federico II di Napoli, ha preso in considerazione 998 malate che avevano un tumore al seno e più di 3 linfonodi intaccati da metastasi. Dopo l'intervento chirurgico un gruppo di donne è stato trattato con una combinazione di farmaci a base di epirubicina più CMF; ad un secondo gruppo è stato somministrato oltre al precedente protocollo anche un medicinale a base di docetaxel. Dopo 62 mesi i dati ottenuti nella nuova terapia hanno mostrato una riduzione di un quarto del rischio relativo di ricaduta e di un terzo di morte.

Il carcinoma della mammella è la neoplasia maligna più frequente nella donna: ne colpisce una su 10, oltre 31.000 nuovi casi ogni anno in Italia.






http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=31008&sez=HOME_SCIENZA

VACCINO CONTRO IL CANCRO AL SENO-SUCCESSO CON I TOPI

FUNZIONA IL VACCINO CONTRO IL CANCRO AL SENO
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Il nuovo vaccino contro il tumore al seno sembra funzionare alla perfezione. Durante lo studio condotto dai ricercatori della Wayne State University del Michigan e pubblicato nella rivista 'Cancer Research', i topi trattati con questo vaccino hanno completamente sconfitto il cancro, e il team americano sostiene che la cura potra' essere usata anche per prevenire lo sviluppo iniziale della malattia. Il vaccino stimola il sistema immunitario a combattere i recettori HER2 (una proteina responsabile del tumore) in modo costante contrariamente a come funzionano i farmaci usati sino ad ora che agiscono sui recettori solo per un certo periodo di tempo. I ricercatori tramite degli impulsi elettrici hanno iniettato il vaccino nei muscoli della gamba delle cavie; una volta entrato in circolo il vaccino ha iniziato a produrre una grande quantita' di recettori HER2 stimolando il sistema immunitario e la lotta al cancro, vincendola. "Abbiamo visto come la risposta immunitaria contro i recettori HER2 sia potente - spiega il professore Wei Wei-Zen - questo vaccino puo' diventare una soluzione valida per tutte quelle donne con tumori resistenti alle terapie in commercio". "I risultati di questo studio sono promettenti - sottolinea Sarah Rawlings, del Breakthrough Breast Cancer - ma non sappiamo se effettivamente avranno un effetto positivo sulle donne o se ci saranno effetti collaterali, visto che il vaccino e' stato testato solo sui topi". (AGI) - Londra, 15 settembre



http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200809151249-hpg-rsa0006-art.html

venerdì 22 agosto 2008

PRENDERE IL SOLE AL SENO FA MALE

Prendere il sole in topless fa male alla pelle del seno?
Ovviamente sia chiaro che la mia domanda è giustificata da una ignoranza in materia... Nessuna malizia.
Vorrei solo sapere se la pelle del seno è più delicata rispetto alla pelle del resto del corpo e se quindi faccia male prendere il sole in topless.
Fa male alla pelle in quanto molto delicata e anche alla ghiandola mammaria...

il sole attiva i radicali liberi, responsabili dell'invecchiamento della pelle. un po' di sole fa bene perchè sintetizza la vitamina D ma senza una protezione solare adeguata e costante, la pelle sottoposta a lunghe esposizioni perde elasticità e morbidezza. quindi seno o no, la pelle è delicata e va rispettata altrimenti rughe e secchezza appariranno presto ed è irreversibile. se il tono della pelle del seno si distente, i seni si afflosciano

la pelle del seno soprattutto l'aoreola la parte attorno ai capezzoli è molto più delicata delle altre parti del corpo in quanto la meno esposta ai raggi solari e lì mi pare che vi siano meno melanociti (di questo però nn ne sono sicurissima)... quindi se vuoi prenderti il sole utilizza in quella zona maggiore protezione sopratutto in questa zona.
il sole fa male a tutta la pelle!
....credo che li in particolare ci sia una pelle più sensibile...io al mare e quando mi faccio le lampade mi do sempre una protezione più alta sul seno sul viso e sul collo......
....e protezione totale sui capezzoli!

http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20070507063720AAbJ3aS