martedì 24 febbraio 2009

SESSO: LA MUSICA INFLUENZA LE ABITUDINI DEI GIOVANI

SESSO: LA MUSICA INFLUENZA LE ABITUDINI DEI GIOVANI

(AGI) - Roma, 24 feb. - Gli adolescenti iniziano troppo presto a fare sesso? Forse dipende dalla musica che ascoltano. Lo rivela uno studio condotto dalla Pittsburgh University su 711 giovani a cui sono state fatte domande sulla loro vita sessuale e sulle loro preferenze musicali. Secondo i ricercatori dell'universita' americana, infatti, chi ascolta canzoni che contengono all'interno del testo frasi esplicite e degradanti riferite al sesso hanno "il doppio di probabilita', rispetto ai loro coetanei che ascoltano un altro genere di brani, di fare sesso". Molti esperti pero', soprattutto i medici, rimangono scettici e ritengono troppo semplicistico collegare le abitudini sessuali degli adolescenti alla musica che ascoltano. Per il dottor Brian Primack, a capo del gruppo dei ricercatori che hanno condotto lo studio, "i genitori dovrebbero parlare di sesso con i loro figli e inserire in questi discorsi anche riferimenti alla musica che ascoltano". Sulla ricerca da lui condotta, Primack comunque non si sbilancia ma ammette che dai risultati "sembrerebbe certamente esserci un collegamento tra musica attività§ sessuale degli adolescenti".



http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200902241321-att-rsa0016-art.html

UN'ITALIANA SU 8 MALATA DI ENDOMETRIOSI

UN'ITALIANA SU 8 MALATA DI ENDOMETRIOSI

AGI) - Roma, 24 feb. - Mal di pancia, forti dolori mestruali, disturbi ciclici urinari o intestinali, dolori durante i rapporti sessuali. Potrebbero essere i sintomi di una malattia diffusissima e misteriosa: l'endometriosi. Ben tre milioni di donne ne sono colpite solo in Italia, circa una su otto, ma nella fascia di eta' 29-39 anni ne e' affetta addirittura una su due. Con rischi non da poco: dal 30 al 40% delle malate arriva all'infertilita', e ci sono anche casi di tumore ovarico (fino al 3%) o di Hpv. Pochissime di queste donne sanno di essere malate, tanto che in media c'e' un ritardo di nove anni tra la comparsa dei primi sintomi e la diagnosi. Per questo il Ministero della Salute, in collaborazione con l'Azienda Ospedaliera Sant'Andrea di Roma, ha varato una campagna di comunicazione capillare (dal titolo "Quello che non so di me") per favorire una connoscenza migliore dei sintomi dell'endometriosi, stimolare il ricorso al medico di fiducia, prevenire il rischio infertilita'. Il tutto tramite un video di tre minuti, realizzato da giovani e destinato ai giovani (con la colonna sonora dei Velvet), che sara' proiettato fino al 16 marzo nelle 172 sale del circuito Warner Village Cinemas. E poi opuscoli informativi, locandine, calendari e messaggi radiofonici. "L'endometriosi e' una malattia silenziosa - ha spiegato il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, che ha presentato l'iniziativa insieme al direttore generale del Sant'Andrea Vitaliano De Salazar e al prof. Massimo Moscarini - a cui spesso le donne non danno peso finche' il dolore non e' forte. Comporta aspetti invalidanti, come le assenze dal lavoro, e il rischio di infertilita'. Per questo il 9 marzo faremo un convegno al Ministero, mentre un Gruppo di Studio nazionale si riunira' per fornire ai ricercatori uno strumento utile per lo sviluppo di una ricerca interdisciplinare per chiarire gli aspetti ancora sconosciuti della patologia". L'endometriosi infatti, pur cosi' diffusa, e' un mistero: tecnicamente, spiega il prof. Moscarini, capodipartimento di Ginecologia al S.Andrea, "e' una malattia estrogeno-dipendente in cui il tessuto endometriale determina delle lesioni al di fuori dell'utero". Tuttavia "non esiste ad oggi alcun protocollo terapeutico riconosciuto e la maggior parte delle attuali cure mediche non sono adatte a lungo termine a causa degli effetti collaterali". Difficile anche una diagnosi efficace, senza contare la terapia, "che ha un grosso problema di recidiva, fino al 35%". Serve insomma ancora uno sforzo per far luce sulla malattia: tuttavia, denuncia Moscarini, "la ricerca sull'endometriosi e' scarsamente finanziata, probabilmente a causa della difficolta' di sviluppare proposte di ricerca competitive su una malattia compessa e poco comprensibile, che colpisce esclusivamente le donne".

http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200902241322-att-rsa0017-art.html

IL COLOSSEO SI ACCENDE PER CAMPAGNA CONTRO POLIO

IL COLOSSEO SI ACCENDE PER CAMPAGNA CONTRO POLIO

AGI) - Roma, 23 feb. - Alle 20:00 in punto di stasera il logo 'End Polio Now' illuminera' la facciata del Colosseo rivolta ai Fori Imperiali. Nello stesso momento, l'identica immagine si accendera' su edifici celebri nel mondo, dal Palazzo delle Nazioni Unite a New York al Parlamento di Londra, dall'Opera House di Sydney alla Table Mountain di Citta' del Capo. La scritta restera' impressa sul Colosseo fino all'alba di martedi' e dara' il via alla campagna per lo sradicamento della poliomielite promossa da Rotary International con una prima mega-sottoscrizione di 255 milioni da parte della Fondazione Bill & Melinda Gates. Il Rotary, da parte sua, si e' impegnato a raccogliere 200 milioni di dollari tra i soci in tre anni. Le sovvenzioni saranno distribuite attraverso l'Oms e l'Unicef ai quattro Paesi dove il poliovirus selvaggio resiste ancora: Afghanistan, India, Pakistan e Nigeria. "Il partenariato tra Rotary e Fondazione Gates", ha rilevato Dong Kum Lee, presidente del Rotary International, "offre l'opportunita' storica per liberare definitivamente il mondo da una malattia che deruba i bambini del loro futuro". La lotta alla poliomielite costituisce dal 1985 una priorita' del Rotary, che da allora ha raccolto 800 milioni di dollari, con l'effetto di ridurre del 99 per cento la diffusione della malattia nel mondo. Con la nuova campagna mondiale si propone di spazzare via il rimanente 1 per cento. Alla mobilitazione hanno gia' aderito ufficialmente i governi di Germania (130 milioni di dollari stanziati) e Gran Bretagna (150 milioni). In totale, la raccolta-base per i prossimi tre anni si puo' calcolare in 605 milioni di dollari. Francia e Italia hanno finora contribuito con circa 35 milioni a testa e, dopo l'annuncio dato da Bill Gates, il Regno Unito ha deciso un ulteriore contributo di 150 milioni e la Germania ha devoluto alla causa altri 80. Il tema, sara' discusso, come nelle passate edizioni, anche al prossimo G8 che si svolgera' tra pochi mesi in Italia. Testimonial dell'evento del Colosseo, guidato dalla giornalista Paola Saluzzi, sara' Dino Zoff, campione del mondo con la nazionale italiana di calcio nel 1982. Sara' Zoff ad accendere il logo sul Colosseo in una cerimonia cui prenderanno parte, tra gli altri, Alberto Cecchini governatore distrettuale del Rotary 2080, Carlo Ravizza, Past President del Rotary International (uno dei due italiani che hanno guidato l'associazione nella sua storia ultracentenaria), Roberto Salvan, direttore generale Unicef Italia, Giampaolo Letta, amministratore delegato di Medusa Film, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, oltre a esponenti della Fondazione Melinda & Bill Gates,. Con l'occasione Giampaolo Letta annuncera' un'altra iniziativa del Rotary in accordo con Medusa Film: la visione in anteprima di 'Verso l'Eden', di Costa Gavras e con Riccardo Scamarcio, in 28 sale di 24 citta' italiano. L'intero incasso sara' devoluto al programma contro la poliomielite.

http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200902230923-hpg-rsa0004-art.html

OBESITA', LA CHIAVE IN UN UNICO GENE

OBESITA', LA CHIAVE IN UN UNICO GENE

(AGI) - Londra, 23 feb. - La chiave per controllare l'obesita' e' in un singolo gene, che controlla il meccanismo con cui il nostro corpo brucia energia. E' la scoperta di un team i scienziati dell'Universita' di Dusseldorf, in Germania, il cui studio e' stato pubblicato sulla rivista Nature. E' il gene Fto il "colpevole" dell'obesita', la ragione per cui c'e' chi rimane magro pur essendo inattivo e mangiando cibo spazzatrura e chi ingrassa magari con un regime di vita piu' regolare. Da tempo gli scienziati si concentrano su questo gene, ma quest'ultima scoperta cambia radicalmente l'approccio: le variabili del Fto da un individuo all'altro non influiscono sulla quantita' di cibo che si e' portati a ingerire, ma sul metabolismo. E' il tasso con cui si brucia energia a cambiare anche drasticamente, permettendo ai piu' fortunati di non mettere su chili di troppo anche se si abbuffano. I ricercatori tedeschi, gidati dal Dott. Ulrich Ruther, hanno infatti appurato che i topi privi del gene Fto rimanevano magri nonostante mangiassero grandi quantita' di cibo e rimanessero completamente inattivi. I topo Fto-deficienti, in sostanza, bruciavano energia molto piu' rapidamente di quello con il gene funzionante. E tra gli umani, tutti dotati del gene ma con diverse varianti, quelli con la variante "ad alto rischio" pesano in media tre chili di piu' di quelli "a basso rischio". "Comprendere i meccanismi del Fto - spiegano gli scienziati tedeschi - potrebbe spianare la strada allo sviluppo di bersagli terapeutici per l'obesita'. L'obiettivo futuro sara' lo sviluppo di farmaci che modulano il gene".



http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200902231714-hpg-rsa0053-art.html

ABUSI SUBITI DA PICCOLI ALTERANO GENE STRESS

ABUSI SUBITI DA PICCOLI ALTERANO GENE STRESS

(AGI) - Roma, 23 feb. - Gli abusi subiti nella prima infanzia alterano in modo permanente le reazioni del cervello allo stress. Ad affermarlo, uno studio canadese partito dall'analisi delle mutazioni genetiche trovate nel tessuto cerebrale di adulti morti suicidi che avevano subito violenze da bambini. I ricercatori hanno accertato la produzione di un recettore tradizionalmente implicato nella ricezione dello stress. Gia' ricerche precedenti avevano dimostrato l'esistenza di un legame tra l'aver subito abusi in tenera eta' e un approccio particolarmente stressato ai problemi quotidiani. Ma fino a oggi non si era capito come i fattori ambientali agissero sui geni favorendo in eta' adulta la depressione o altri disturbi mentali. Il team di ricerca della McGill University di Montreal ha esaminato il gene del recettore glucocorticoide -che aiuta a controllare la risposta allo stress- in una specifica regione cerebrale di 12 suicidi con una storia di abusi alle spalle e di altri 12 senza un'infanzia di violenze. Nel primo gruppo gli scienziati hanno osservato cambiamenti chimici che hanno ridotto l'attivita' del gene e dimostrato che questo porta a un minor numero di recettori glcocorticoidi. Da qui, una risposta abnorme allo stress per coloro che hanno subito abusi. "Anche se ovviamente questi risultati dovranno essere replicati", ha osservato Jonathan Mill dell'istituto di Psichiatria del Kings College di Londra, "dimostrano che esiste un meccanismo cerebrale mediante il quale le esperienze nei primi anni di vita possono influire sui comportamenti e gli atteggiamenti dell'eta' adulta". La "cosa piu' eccitante", ha aggiunto l'esperto, riguarda il fatto che "queste alterazioni epigenetiche sono potenzialmente reversibili, e quindi rappresentano una nuova sfida sul fronte degli interventi terapeutici".



http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200902231028-hpg-rsa0007-art.html

INFLUENZA, ADDIO AI TERMOMETRI AL MERCURIO

INFLUENZA, ADDIO AI TERMOMETRI AL MERCURIO

(AGI) - Roma, 23 feb. - Sono tra gli oggetti piu' familiari in ogni casa, sempre sul comodino quando si ha la febbre, ma hanno i giorni contati. Dal 3 aprile prossimo i termometri al mercurio saranno messi al bando. Da tale data entra in vigore infatti il decreto ministeriale del 30 luglio 2008, emanato in attuazione di una Direttiva CE per evitare che i termometri finiscano tra i rifiuti e cosi' pure il mercurio, che danneggia l'ambiente e, a lungo termine, la salute umana. Le alternative sono ancora in fieri: e' gia' sul mercato ad esempio un termometro in vetro che contiene all'interno del capillare una lega di Gallio, Indio e Stagno chiamata 'Galinstan', in grado di misurare la temperatura in tre minuti ma non tossico per l'ambiente. "Comunque -ricorda Massimiliano Dona, Segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori- le famiglie non dovranno buttare i termometri al mercurio che hanno in casa, poiche' la norma riguarda soltanto quelli che saranno fabbricati. Anzi, sono esclusi dalla disposizione tutti gli oggetti contenenti mercurio che risalgono a piu' di 50 anni fa. La norma non si applica neanche ai barometri a mercurio fino al 3 ottobre 2009. Entro questa data, la Commissione europea esamina la disponibilita' di alternative affidabili e piu' sicure che siano tecnicamente ed economicamente realizzabili per gli sfigmomanometri e le altre apparecchiature di misura contenenti mercurio utilizzate nel settore sanitario e per altri usi industriali e professionali".

http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200902231231-hpg-rsa0013-art.html

ALZHEIMER, UNA PROTEINA RALLENTA DEGENERAZIONE

ALZHEIMER, UNA PROTEINA RALLENTA DEGENERAZIONE

(AGI) - Londra, 23 feb. - L'Alzheimer non e' soltanto una malattia conseguente ai danni legati al deposito di placche di proteina 'amiloide' nel cervello, ma avrebbe origine da uno sbilanciamento nei meccanismi di segnalazione fra i neuroni. Un problema che potrebbe essere risolto grazie al contributo di una proteina. Questo e' quanto emerso da un nuovo modello sulla genesi della malattia neurodegenerativa, messo a punto da un gruppo di ricercatori delle Ecoles normales superieures di Lione (Francia) e del Buck Institute a Novato (California) in uno studio pubblicato sulla rivista Cell Death and Differentiation. Uno dei punti oscuri relativi alla malattia di Alzheimer riguarda la funzione normale del precursore della proteina 'amiloide' (APP) che si concentra nei punti di contatto fra i neuroni. Anche se le placche della proteina amilode che sono un tratto caratteristico della malattia derivano della APP, essa ovviamente deve avere primariamente qualche ruolo fisiologico che finora non era stato identificato. Nel nuovo studio i ricercatori hanno mostrato che la APP si lega a una proteina, la 'netrina-1', che aiuta i neuroni a formare le loro connessioni cerebrali e a sopravvivere. Somministrando 'netrina-1' a topi ingegnerizzati con un gene che provoca sintomi simili a quelli dell'Alzheimer, questi risultavano successivamente alleviati e si aveva una minore deposizione in placche di proteina amiloide. Questo ha suggerito ai ricercatori che la malattia derivi in primo luogo da un disequilibrio fra la normale attivita' di formazione e demolizione di connessioni fra i neuroni del cervello, con la 'netrina-'1 che ne aiuta la formazione e la proteina amilode la rottura, un'attivita' mediata da entrambe le proteine attraverso un legame con la APP per attivare i normali programmi cellulari. In particolare, la 'netrina-1' ha mostrato la capacita' di interferire con la produzione di proteina amiloide e di avere potenzialmente una capacita' terapeutica.

http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200902231239-hpg-rsa0014-art.html