UN'ITALIANA SU 8 MALATA DI ENDOMETRIOSI
AGI) - Roma, 24 feb. - Mal di pancia, forti dolori mestruali, disturbi ciclici urinari o intestinali, dolori durante i rapporti sessuali. Potrebbero essere i sintomi di una malattia diffusissima e misteriosa: l'endometriosi. Ben tre milioni di donne ne sono colpite solo in Italia, circa una su otto, ma nella fascia di eta' 29-39 anni ne e' affetta addirittura una su due. Con rischi non da poco: dal 30 al 40% delle malate arriva all'infertilita', e ci sono anche casi di tumore ovarico (fino al 3%) o di Hpv. Pochissime di queste donne sanno di essere malate, tanto che in media c'e' un ritardo di nove anni tra la comparsa dei primi sintomi e la diagnosi. Per questo il Ministero della Salute, in collaborazione con l'Azienda Ospedaliera Sant'Andrea di Roma, ha varato una campagna di comunicazione capillare (dal titolo "Quello che non so di me") per favorire una connoscenza migliore dei sintomi dell'endometriosi, stimolare il ricorso al medico di fiducia, prevenire il rischio infertilita'. Il tutto tramite un video di tre minuti, realizzato da giovani e destinato ai giovani (con la colonna sonora dei Velvet), che sara' proiettato fino al 16 marzo nelle 172 sale del circuito Warner Village Cinemas. E poi opuscoli informativi, locandine, calendari e messaggi radiofonici. "L'endometriosi e' una malattia silenziosa - ha spiegato il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, che ha presentato l'iniziativa insieme al direttore generale del Sant'Andrea Vitaliano De Salazar e al prof. Massimo Moscarini - a cui spesso le donne non danno peso finche' il dolore non e' forte. Comporta aspetti invalidanti, come le assenze dal lavoro, e il rischio di infertilita'. Per questo il 9 marzo faremo un convegno al Ministero, mentre un Gruppo di Studio nazionale si riunira' per fornire ai ricercatori uno strumento utile per lo sviluppo di una ricerca interdisciplinare per chiarire gli aspetti ancora sconosciuti della patologia". L'endometriosi infatti, pur cosi' diffusa, e' un mistero: tecnicamente, spiega il prof. Moscarini, capodipartimento di Ginecologia al S.Andrea, "e' una malattia estrogeno-dipendente in cui il tessuto endometriale determina delle lesioni al di fuori dell'utero". Tuttavia "non esiste ad oggi alcun protocollo terapeutico riconosciuto e la maggior parte delle attuali cure mediche non sono adatte a lungo termine a causa degli effetti collaterali". Difficile anche una diagnosi efficace, senza contare la terapia, "che ha un grosso problema di recidiva, fino al 35%". Serve insomma ancora uno sforzo per far luce sulla malattia: tuttavia, denuncia Moscarini, "la ricerca sull'endometriosi e' scarsamente finanziata, probabilmente a causa della difficolta' di sviluppare proposte di ricerca competitive su una malattia compessa e poco comprensibile, che colpisce esclusivamente le donne".
http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200902241322-att-rsa0017-art.html
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martedì 24 febbraio 2009
martedì 23 dicembre 2008
SALUTE-CASO DISPERATO: DONNA MALATA E POVERA VUOLE L'EUTANASIA PER DISPERAZIONE
Malata grave chiede l'eutanasia
L'Aquila, non ha soldi per curarsi
Una donna di Castel di Sangro, in provincia dell'Aquila, ha chiesto di essere sottoposta a eutanasia, perché non riesce a sostenere le spese per curare la sua grave forma tumorale. Da anni vive in stato di indigenza con la sola pensione d'invalidità di 250 euro al mese. "Se devo continuare a vivere così, mi si dia la possibilità di avere una morte dignitosa. Se non in Italia in un altro Paese", ha dichiarato la donna.
Nei giorni scorsi la commissione medica le ha ha rigettato l'istanza di accompagnamento: la grave malattia la costringe a percorrere ogni volta 250 chilometri per sottoporsi alle cure nel reparto di oncologia dell'ospedale di Pescara.
L'assessorato alle politiche sociali del suo comune di residenza, non avendo risorse disponibili per un sussidio, le ha offerto il patrocinio gratuito per il ricorso contro la decisione della commissione medica.
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo436862.shtml
L'Aquila, non ha soldi per curarsi
Una donna di Castel di Sangro, in provincia dell'Aquila, ha chiesto di essere sottoposta a eutanasia, perché non riesce a sostenere le spese per curare la sua grave forma tumorale. Da anni vive in stato di indigenza con la sola pensione d'invalidità di 250 euro al mese. "Se devo continuare a vivere così, mi si dia la possibilità di avere una morte dignitosa. Se non in Italia in un altro Paese", ha dichiarato la donna.
Nei giorni scorsi la commissione medica le ha ha rigettato l'istanza di accompagnamento: la grave malattia la costringe a percorrere ogni volta 250 chilometri per sottoporsi alle cure nel reparto di oncologia dell'ospedale di Pescara.
L'assessorato alle politiche sociali del suo comune di residenza, non avendo risorse disponibili per un sussidio, le ha offerto il patrocinio gratuito per il ricorso contro la decisione della commissione medica.
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo436862.shtml
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