lunedì 15 settembre 2008

FARMACO CONTRO RICADUTA DEL TUMORE AL SENO

Tumori al seno, un farmaco in grado di ridurre
del 25% il rischio di ricaduta


ROMA, (14 settembre) - L'aggiunta di un farmaco al cocktail di medicinali usati nella chemioterapia del tumore al seno dopo intervento chirurgico, è riuscito ad abbassare del 25% il rischio di ricaduta. È il maggior dato ottenuto da uno studio condotto in 50 centri oncologici italiani su quasi 1000 donne presentato oggi al congresso della società europea di oncologia in corso a Stoccolma. «Si tratta di uno dei migliori risultati mai ottenuti su questo gruppo di pazienti», ha commentato il coordinatore della ricerca Francesco Cognetti, direttore dell'Oncologia medica del Regina Elena di Roma.

Lo studio condotto in collaborazione con l'università Federico II di Napoli, ha preso in considerazione 998 malate che avevano un tumore al seno e più di 3 linfonodi intaccati da metastasi. Dopo l'intervento chirurgico un gruppo di donne è stato trattato con una combinazione di farmaci a base di epirubicina più CMF; ad un secondo gruppo è stato somministrato oltre al precedente protocollo anche un medicinale a base di docetaxel. Dopo 62 mesi i dati ottenuti nella nuova terapia hanno mostrato una riduzione di un quarto del rischio relativo di ricaduta e di un terzo di morte.

Il carcinoma della mammella è la neoplasia maligna più frequente nella donna: ne colpisce una su 10, oltre 31.000 nuovi casi ogni anno in Italia.






http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=31008&sez=HOME_SCIENZA

VACCINO CONTRO IL CANCRO AL SENO-SUCCESSO CON I TOPI

FUNZIONA IL VACCINO CONTRO IL CANCRO AL SENO
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Il nuovo vaccino contro il tumore al seno sembra funzionare alla perfezione. Durante lo studio condotto dai ricercatori della Wayne State University del Michigan e pubblicato nella rivista 'Cancer Research', i topi trattati con questo vaccino hanno completamente sconfitto il cancro, e il team americano sostiene che la cura potra' essere usata anche per prevenire lo sviluppo iniziale della malattia. Il vaccino stimola il sistema immunitario a combattere i recettori HER2 (una proteina responsabile del tumore) in modo costante contrariamente a come funzionano i farmaci usati sino ad ora che agiscono sui recettori solo per un certo periodo di tempo. I ricercatori tramite degli impulsi elettrici hanno iniettato il vaccino nei muscoli della gamba delle cavie; una volta entrato in circolo il vaccino ha iniziato a produrre una grande quantita' di recettori HER2 stimolando il sistema immunitario e la lotta al cancro, vincendola. "Abbiamo visto come la risposta immunitaria contro i recettori HER2 sia potente - spiega il professore Wei Wei-Zen - questo vaccino puo' diventare una soluzione valida per tutte quelle donne con tumori resistenti alle terapie in commercio". "I risultati di questo studio sono promettenti - sottolinea Sarah Rawlings, del Breakthrough Breast Cancer - ma non sappiamo se effettivamente avranno un effetto positivo sulle donne o se ci saranno effetti collaterali, visto che il vaccino e' stato testato solo sui topi". (AGI) - Londra, 15 settembre



http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200809151249-hpg-rsa0006-art.html

lunedì 8 settembre 2008

Il supervaccino contro l'influenza

Oxford avvia la sperimentazione del nuovo farmaco: "Mai più febbre e mal di gola"
La chiave di volta è una proteina, comune a tutti i ceppi, "da attaccare"
Il supervaccino contro l'influenza
"Così la batteremo per sempre"
di ELENA DUSI


IL VIRUS dell'influenza scappa. Ma gli scienziati tentano di placcarlo una volta per tutte. All'università di Oxford sta per iniziare la sperimentazione sull'uomo di un vaccino "universale" contro febbre e mal di gola: valido contro tutti i ceppi del virus e capace di proteggere per cinque anni di seguito. Russa, australiana o cinese (ogni anno l'origine del virus dà il nome all'influenza): tutte verrebbero bloccate dal nuovo scudo. "Ma prima di mettere in circolazione il vaccino universale - avvertono i medici di Oxford - dobbiamo completare tutte le tappe della sperimentazione". E per questo ci vorrà ancora una manciata di anni.

Quel che rende difficile la caccia al virus dell'influenza è la sua capacità di mutare di continuo. Ogni anno in autunno, nel momento in cui l'epidemia di tosse e starnuti sta per iniziare, i laboratori di virologia di tutto il mondo scattano per isolare il microrganismo che sarà protagonista dell'inverno successivo. A seconda della forma del virus, si mette a punto il "cappuccio" adatto per neutralizzarlo. Poi i vari paesi danno il via alla campagna di vaccinazione della popolazione, soprattutto anziani e bambini. E da una quindicina d'anni a questa parte (da quando i vaccini contro i disturbi di stagione vennero diffusi) a ogni nuovo inverno la gara riparte da zero.

Oxford ha deciso di cambiare strategia: anziché incappucciare il microrganismo, lo ammanetta. Con la tecnica attuale, il vaccino insegna alle nostre cellule immunitarie a riconoscere una proteina che si trova sull'involucro esterno del virus. Ma queste piccole protuberanze sono proprio l'elemento che varia ogni anno. Nella continua selezione naturale che caratterizza la vita nell'infinitamente piccolo, nuovi ceppi di bacilli subentrano continuamente ai vecchi. Le proteine che valevano l'inverno scorso sono diverse rispetto alla stagione che verrà.


A rimanere costante tra tutti i ceppi influenzali è invece una proteina che si trova all'interno del virus. E il nuovo vaccino "universale" insegna al sistema immunitario che proprio quella è la proteina da attaccare. Qualunque virus influenzale (aviaria inclusa), nel momento in cui si avvicinerà all'organismo, sarà attaccato dalle nostre cellule-soldato.

A parole la strategia sembra perfetta. Ma in passato tentativi simili si sono mostrati poco efficaci, arenandosi nel corso dei vari livelli di sperimentazione. Ma Sarah Gilbert, la ricercatrice dell'università di Oxford che ha ricevuto il via libera per sperimentare il nuovo vaccino sui primi 12 volontari, questa volta ostenta ottimismo: "Saremmo finalmente in grado di proteggere i bambini. Otterremo benefici economici risparmiando la malattia alle persone in età lavorativa. E facendo stare bene loro, aiuteremo anche gli anziani, che rispondono meno alla vaccinazione. Ridurre la presenza del virus farà infatti diminuire le occasioni di contagio".

(7 settembre 2008)
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/vaccino-influenza/vaccino-influenza/vaccino-influenza.html

Vaccino eterno contro l'influenza?

Vaccino eterno contro l'influenza?

Per proteggersi dall'influenza potrebbe non essere piu' necessario vaccinarsi ogni anno contro ceppi virali ogni volta diversi. E' la promessa di un super-vaccino che dura 'per sempre' e potrebbe rivelarsi un'arma efficace in caso di pandemia. I trial clinici sono cominciati all'universita' di Oxford (Gb): se i risultati saranno positivi, il siero potrebbe essere pronto all'uso nel giro di cinque anni, sperano i ricercatori.
Al momento si tratta ancora di test su piccola scala: sono stati reclutati 12 volontari. Ma se il vaccino universale si dimostrera' prima di tutto sicuro, i trial verranno allargati. I sieri antinfluenzali attualmente disponibili agiscono scatenando gli anticorpi contro le proteine H e N sulla superficie del virus. Si tratta, pero', di un bersaglio che muta a seconda del ceppo virale: per questo i vaccini vanno adattati di volta in volta. E ogni anno e' necessaria una nuova iniezione. L'equipe britannica, guidata da Sarah Gilbert, ha cambiato strategia. Il prodotto allo studio e' basato sulle proteine interne, molto piu' simili fra loro anche fra differenti ceppi virali. E' 'costruito' utilizzando un virus del vaiolo reso innocuo, che serve a trasportare le proteine nell'organismo: la stessa tecnica usata contro la Tbc. Una volta che il virus ha invaso le cellule e ha iniziato a moltiplicarsi, le nostre cellule T imparano a riconoscere e distruggere le proteine ogni volta che le incontreranno. Se tutto andra' come sperano i ricercatori, "una volta ricevuto il vaccino - sottolinea la Gilbert - si e' immunizzati contro tutti i ceppi influenzali, un po' come accade per il morbillo.
Non sara' piu' necessario vaccinarsi ogni anno, ma sottoporsi al massimo a richiami ogni 5-10 anni". Al momento anche due aziende - la britannica PepTcell e la svizzera Cytos - stanno lavorando a vaccini antinfluenzali universali.


http://www.aduc.it/dyn/eutanasia/noti.php?id=232090

Diabete: emergenza mondiale, uccide 1 persona ogni 10 secondi

Diabete: emergenza mondiale, uccide 1 persona ogni 10 secondi


Roma, 8 set. (Adnkronos Salute) - Un'emergenza planetaria, che insidia vita e salute di 245 milioni di persone in tutto il mondo. "Il diabete e' una dei responsabili principali di morte prematura. Ogni 10 secondi, infatti, una persona nel mondo muore per cause legate a questa malattia. E si prevede che l'indice della mortalità crescerà ancora, di circa il 25% entro la fine del prossimo decennio". Parola di Massimo Porta, presidente del comitato organizzatore locale di Easd 2008 (European Association for the study of Diabetes), il summit internazionale che vede riuniti nella Capitale fino all'11 settembre oltre 17 mila specialisti di tutto il pianeta.

Si tratta di una malattia che sta rosicchiando anni di vita, e che non accenna a frenare la sua corsa. "Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità - prosegue Porta - il diabete nel 2025 potrebbe, per la prima volta in 200 anni, ridurre globalmente l'aspettativa di vita". Già oggi, secondo le stime, milioni di persone nel mondo sono costrette a fare i conti con questo problema. "Un pericolo sottostimato per anni. Ecco perché - sottolinea Paolo Cavallo Perin, presidente designato di Diabete Italia - ci si aspetta che il totale dei malati sia destinato a crescere. Tra meno di 20 anni avremo 380 milioni di diabetici a livello mondiale, con 1 italiano su 10 malato sopra i 50 anni".

Se solo 10 anni fa nella Penisola questa malattia colpiva il 3% della popolazione, oggi è passata al 4,5%. La buona notizia e' che l'Italia "vanta una buona organizzazione dell'assistenza e della ricerca in questo campo - conclude Ele Ferrannini, presidente Easd - Per questo ci auguriamo che Roma possa essere il teatro di un proficuo confronto tra specialisti, per favorire ulteriori passi avanti nella lotta a questa vera e propria epidemia".



http://www.adnkronos.com/IGN/Salute/?id=1.0.2470039278

Europa schizofrenica, stop a carne e ok a soia

Ogm/ Legambiente: Europa schizofrenica, stop a carne e ok a soia
Autorizzazione Ue non ha senso; il trangenico finirà sui cibi
postato 2 ore fa da APCOM

Roma, 8 set. (Apcom) - Legambiente parla di "grande favore agli Stati Uniti e alle multinazionali del Biotech" dopo il via libera alla soia transgenica della Bayer (la A2704-12) per scongiurare il rischio di scarsità di mangimi per l'allevamento zootecnico in Europa. "L'unica certezza - scrive l'associazione - è la volontà di spalancare le porte agli Ogm in Europa. Non ha alcun senso, infatti, questa autorizzazione". La crisi alimentare degli animali "si scongiura autorizzando gli Stati europei a produrre autonomamente e nella maniera più consona al proprio contesto le varietà necessarie al proprio sistema agroalimentare".

La soia transgenica è destinata principalmente all'alimentazione animale, ma "finirà inesorabilmente nei prodotti per l'alimentazione umana - afferma Legambiente - grazie alla mancata adozione di misure specifiche per scongiurare la contaminazione".

"I consumatori italiani e europei - conclude Legambiente - continuano ad opporsi agli ogm, il Parlamento europeo, dall'alto della sua autorità, si è recentemente espresso contro la clonazione animale per fini alimentari, eppure la Commissione apre alla commercializzazione di una soia transgenica di cui l'Europa non ha alcun bisogno e che mette seriamente a rischio le nostre produzioni agroalimentari tipiche e di qualità".

http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2008/09_settembre/08/ogm_legambiente_europa_schizofrenica_stop_a_carne_e_ok_a_soia,15985829.html

martedì 26 agosto 2008

SALUTE-PRESENTE NEL TABACCO IL POLONIO

Tecnoscienze
Le pesanti accuse dei ricercatori pentiti
Polonio nelle sigarette, le multinazionali sanno ma tacciono
Presente nel tabacco l'elemento che causa il tumore ai polmoni


Washington, 26 ago. - Nelle sigarette è presente il Polonio 210, sostanza che causa il tumore ai polmoni, e, ciò che è peggio, le multinazionali del tabacco lo sapevano da 30 anni, e hanno taciuto per non perdere profitti. Lo rivela un articolo che sarà pubblicato nell'edizione di settembre dell'American Journal of Public Health.

La pesantissima accusa si basa sulle testimonianze di un'equipe di ricercatori guidati da Monique Muggli, della Mayo Clinic del Minnesota. Il Polonio 210, che tanto per capirci è la stessa sostanza responsabile della morte della spia russa Alexander Litvinenko, è da sempre presente nel tabacco, e quindi anche nelle sigarette. Secondo la Muggli, le multinazionali del tabacco, prima fra tutte la Philip Morris, sono a conoscenza del problema da almeno trent'anni, ma, non essendo riuscite a rimuovere il Polonio nemmeno ricorrendo all'ingegneria genetica, avrebbero preferito mettere a tacere la cosa.

Ovviamente, essendo l'industria del tabacco una delle lobby più potenti negli Usa, la testimonianza è già stata screditata dagli avvocati delle multinazionali. Tra le motivazioni della difesa, spicca il fatto che "il polonio è presente anche nelle fragole". Insomma, un pò la situazione dipinta dal film Thank You for Smoking, che già un paio di anni fa dipingeva una situazione molto simile a quella attuale.

Massimo Miato

•Ue, arriva la sigaretta che non provoca incendi •Tumore ai polmoni le donne rischiano di piu' •Ritorna la Giornata Mondiale senza Tabacco •Non hai le rughe? Niente sigarette •Smettere ti fa bella. Bellezza batte fumo 1-0

http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=18014&titolo=Polonio%20nelle%20sigarette,%20le%20multinazionali%20sanno%20ma%20tacciono