Le previsioni dell'Ecdc e dell'OMS
L'influenza suina arriverà in autunno. E colpirà un europeo su tre
In calo i casi nell'emisfero australe, ora il virus si sposta verso nord. E l'Ue si prepara
© Matteo Clerici/NEWSFOOD.com - 29/08/2009
L'Europa deve essere pronta a reggere la seconda ondata d'influenza suina, poiché colpirà "inevitabilmente" all'inizio dell'autunno, "in anticipo rispetto all'influenza stagionale".
Questo il messaggio lanciato dal rapporto dell'Ecdc (Centro europeo prevenzione e controllo malattie) che fa il punto sul presente e sul probabile futuro del virus h1n1.
Secondo gli esperti, l'influenza A contagerà fino al 30% della popolazione, contro il 5%-10% dell'influenza stagionale.
Il testo individua anche gli elementi più vulnerabili: anche i bambini al di sotto di due anni, malati cronici e donne in gravidanza. Riguardo, gli esperti sottolineano come "Non sono stati pubblicati studi in proposito ma è degno di nota il fatto che in relazione all'ondata pandemica negli Stati Uniti il gruppo che ha mostrato il più alto tasso di ospedalizzazione è stato quello dei bambini con meno di due anni".
Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità continua a controllare la pandemia.
Nell'ultimo bollettino, l'Oms ha riscontrano 2.185 ma, fa notare l'OMS, molti Paesi dell'emisfero meridionale hanno superato la fase calda: ora, il peggio si sta spostando verso Nord. Inoltre l'Oms sottolinea come il virus h1n1 non sia mutato. A riguardo l'Organizzazione sottolinea che "Non si rilevano segni che sia mutato in una forma più virulenta o letale. Sebbene possa causare sintomi molto severi o fatali anche nelle persone giovani e in buona salute, il numero complessivo di questi casi resta limitato".
In ogni caso, molti Stati europei sono già attivi sul fronte della prevenzione anti influenza A.
Il Governo della Gran Bretagna ha ricevuto le prime 200.000 dosi di vaccino, ed altre sono in viaggio verso altre zone del Vecchio Mondo. Le autorità di Londra, come quelle del resto del continente, stanno discutendo sull'opportunità di chiudere le scuole o, semplicemente, di informare meglio studenti ed insegnanti.
In Italia, il Ministero della Salute ha deciso che il piano vaccinazioni partirà dal 15 novembre. E i medici della Penisola stanno valutando il caso di 7 giovani italiani, tornati a Brindisi dopo una vacanza in Grecia e positivi all'influenza A. I ragazzi sono ora ricoverati in città e, secondo i sanitari che li hanno in cura, le loro condizioni non sono preoccupanti.
Matteo Clerici
http://www.newsfood.com/q/a59f0c54/linfluenza-suina-arrivera-in-autunno-e-colpira-un-europeo-su-tre/
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sabato 29 agosto 2009
giovedì 30 aprile 2009
INFLUENZA SUINA-PANDEMIA
» 2009-04-30 12:25
Ci si prepara a pandemia
ROMA - Allo scattare della fase cinque dell'allerta pandemico, decisa ieri sera dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), tutti i Paesi oggi sono chiamati a mettere in atto le contromisure anti-pandemia. La stessa definizione di fase 5 dell'Oms scatta infatti quando è chiara la trasmissione da uomo a uomo (anche secondaria) in almeno due Paesi in una regione dell'Oms: è un forte segnale che la pandemia è imminente, come ha detto anche il direttore generale dell'Oms, Margaret Chan, e che è urgente mettere a punto organizzazione, comunicazione e ottimizzazione delle contromisure necessarie.
"Il virus dell' influenza evolve rapidamente", ha osservato, ma è anche vero che "le misure adottate per fronteggiare il virus dell' influenza aviaria sono state un investimento" e che, grazie ad esse, il mondo non è mai stato "così pronto" ad affrontare una pandemia di influenza. Mentre si continua ad osservare il comportamento del virus, é intanto arrivato il momento di agire: il direttore generale dell'Oms ha esortato tutti i Paesi ad attivare i piani di preparazione alla pandemia e ha chiesto alle ditte farmaceutiche di aumentare la produzione di antivirali.
Delle contromisure parleranno oggi i ministri della Salute europei, riuniti a Lussemburgo. Intanto gli esperti stanno lavorando intensamente al vaccino: il direttore del Centro di ricerca Novartis sui vaccini, Rino Rappuoli, ha detto: "dobbiamo essere pronti a produrre un vaccino entro l'autunno-inverno, quando il pericolo pandemico potrebbe essere più forte. Ma credo che saremo in grado di produrlo entro quella data".
Nel frattempo i Centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc) hanno raccomandato di tenere i malati per sette giorni in isolamento. E in Messico, punto di partenza della nuova influenza, il numero dei morti è salito a otto, mentre il governo ha chiesto dal primo al 5 maggio "la sospensione di lavori e servizi non essenziali" per evitare il più possibile la diffusione della malattia.
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_958100043.html
Ci si prepara a pandemia
ROMA - Allo scattare della fase cinque dell'allerta pandemico, decisa ieri sera dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), tutti i Paesi oggi sono chiamati a mettere in atto le contromisure anti-pandemia. La stessa definizione di fase 5 dell'Oms scatta infatti quando è chiara la trasmissione da uomo a uomo (anche secondaria) in almeno due Paesi in una regione dell'Oms: è un forte segnale che la pandemia è imminente, come ha detto anche il direttore generale dell'Oms, Margaret Chan, e che è urgente mettere a punto organizzazione, comunicazione e ottimizzazione delle contromisure necessarie.
"Il virus dell' influenza evolve rapidamente", ha osservato, ma è anche vero che "le misure adottate per fronteggiare il virus dell' influenza aviaria sono state un investimento" e che, grazie ad esse, il mondo non è mai stato "così pronto" ad affrontare una pandemia di influenza. Mentre si continua ad osservare il comportamento del virus, é intanto arrivato il momento di agire: il direttore generale dell'Oms ha esortato tutti i Paesi ad attivare i piani di preparazione alla pandemia e ha chiesto alle ditte farmaceutiche di aumentare la produzione di antivirali.
Delle contromisure parleranno oggi i ministri della Salute europei, riuniti a Lussemburgo. Intanto gli esperti stanno lavorando intensamente al vaccino: il direttore del Centro di ricerca Novartis sui vaccini, Rino Rappuoli, ha detto: "dobbiamo essere pronti a produrre un vaccino entro l'autunno-inverno, quando il pericolo pandemico potrebbe essere più forte. Ma credo che saremo in grado di produrlo entro quella data".
Nel frattempo i Centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc) hanno raccomandato di tenere i malati per sette giorni in isolamento. E in Messico, punto di partenza della nuova influenza, il numero dei morti è salito a otto, mentre il governo ha chiesto dal primo al 5 maggio "la sospensione di lavori e servizi non essenziali" per evitare il più possibile la diffusione della malattia.
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_958100043.html
lunedì 27 aprile 2009
Influenza suina/ Il virologo Pregliasco ad Affari
Influenza suina/ Il virologo Pregliasco ad Affari: "Rischio pandemia". Ecco i consigli
Lunedí 27.04.2009 13:55
Sono finora 147 i casi di influenza suina accertati nel mondo. Per ora la maggior parte sono concentrati in Messico, unico paese in cui il virus ha ucciso: 103 le persone decedute, 1600 quelle ricoverate con i sintomi dell'influenza. Un caso sospetto anche in Italia. Per fare chiarezza su questo virus che ha colpito il Messico Affaritaliani ha intervistato virologo Fabrizio Pregliasco, ricercatore dell'Istituto di Virologia della Facoltà di Medicina di Milano, considerato uno dei maggiori esperti italiani di virus influenzali.
Dottor Fabrizio Pregliasco, che cos'è l'influenza suina che ha colpito il Messico?
Influenza suina è una variante preoccupante dell'influenza umana. Praticamente ha acquisito la capacità di trasmettersi da uomo a uomo. E, anche se di origine animale ormai ha solo una trasmissione tra uomini. Anche se per ora è concentrata in Messico ha già fatto registrare qualche caso nel mondo per via dei viaggi molto frequenti.
Ma avete la preoccupazione si possa estendere in altre zone...
Ci preoccupa perchè ha una capacità pandemica cioè è un virus nuovo in cui noi tutti siamo a rischio di ammalarci. Un origine simile l'avevano avuto l'influenza spagnola del '18 ma anche un altra variante del '76. Ci preoccupa certo, ma va valutata.
Quali sono i sintomi?
Si presenta come un'influenza umana pesante, con un inizio brusco di febbre, dolori muscolari e articolari e sintomi respiratori. Ma il rischio è solo per chi ha soggiornato nel Messico e nelle zone dove è stato riscontrato il focolaio.
Come si può essere infettati?
Attraverso il contatto umano perchè l'infezione avviene come l'influenza stagionale, cioè attraverso le goccioline respiratorie emesse dal soggetto un giorno prima dell'inizio dei sintomi e la durata della malattia. La vie dirette o indirette sono il contatto con le mani e con il materiale sporco di saliva.
Quali sono le regole basilari per evitare il contagio?
In questo momento il cittadino italiano può stare sereno. Non ci devono essere allarmismi dal punto di vista pratico perchè si possono mangiare tutti i prodotti derivanti dal suino e il maiale si può allevare tranquillamente. Le prevenzione sono sempre le solite: lavarsi le mani, attenzione all'igiene personale e non frequentare posti affollati. Esistono poi dei farmaci che sono efficaci e che devono essere usati secondo il ministero della salute. Bisogna poi non andare nelle zone a rischio e seguire i consigli dati dalla Farnesina.
E'stato rilevato un caso di influenza suina in Spagna. Pensa che arriverà anche in Italia?
La Sars c è l'ha insegnato. In poche ore, in pochi giorni ci sono stati episodi di tasferimento di casi da una nazione all'altra. La speranza è che questi casi si possano individuare, contenere e limitare. Se no la situazione può peggiorare in termini di contagio a livello internazionale
Ma quindi c'è il rischio pandemia o è solo epidemia?
C'è il rischio pandemia perchè questa variante, nuova di virus, che prende pezzi del virus umano e quello suino e quindi ha la caratteristica di essere molto contagiosa e di non avere protezione da parte dei soggetti e quindi colpirne un grande numero. E' ipotesi possibile di pandemia.
Ma il caso dell'influenza suina sarà come quello dell'aviaria?
L'aviaria è un rischio ancora presente. Anche se non ha seguito una velocità cosi elevata continua a provare il suo contagio nell'uomo. E nei volatili è ancora diffusa. Solo che non se ne parla.
tags: influenza suina pregliasco pandemia
http://www.affaritaliani.it/cronache/influenza-suina-pregliasco-affari-pandemia-consigli270409.html
Lunedí 27.04.2009 13:55
Sono finora 147 i casi di influenza suina accertati nel mondo. Per ora la maggior parte sono concentrati in Messico, unico paese in cui il virus ha ucciso: 103 le persone decedute, 1600 quelle ricoverate con i sintomi dell'influenza. Un caso sospetto anche in Italia. Per fare chiarezza su questo virus che ha colpito il Messico Affaritaliani ha intervistato virologo Fabrizio Pregliasco, ricercatore dell'Istituto di Virologia della Facoltà di Medicina di Milano, considerato uno dei maggiori esperti italiani di virus influenzali.
Dottor Fabrizio Pregliasco, che cos'è l'influenza suina che ha colpito il Messico?
Influenza suina è una variante preoccupante dell'influenza umana. Praticamente ha acquisito la capacità di trasmettersi da uomo a uomo. E, anche se di origine animale ormai ha solo una trasmissione tra uomini. Anche se per ora è concentrata in Messico ha già fatto registrare qualche caso nel mondo per via dei viaggi molto frequenti.
Ma avete la preoccupazione si possa estendere in altre zone...
Ci preoccupa perchè ha una capacità pandemica cioè è un virus nuovo in cui noi tutti siamo a rischio di ammalarci. Un origine simile l'avevano avuto l'influenza spagnola del '18 ma anche un altra variante del '76. Ci preoccupa certo, ma va valutata.
Quali sono i sintomi?
Si presenta come un'influenza umana pesante, con un inizio brusco di febbre, dolori muscolari e articolari e sintomi respiratori. Ma il rischio è solo per chi ha soggiornato nel Messico e nelle zone dove è stato riscontrato il focolaio.
Come si può essere infettati?
Attraverso il contatto umano perchè l'infezione avviene come l'influenza stagionale, cioè attraverso le goccioline respiratorie emesse dal soggetto un giorno prima dell'inizio dei sintomi e la durata della malattia. La vie dirette o indirette sono il contatto con le mani e con il materiale sporco di saliva.
Quali sono le regole basilari per evitare il contagio?
In questo momento il cittadino italiano può stare sereno. Non ci devono essere allarmismi dal punto di vista pratico perchè si possono mangiare tutti i prodotti derivanti dal suino e il maiale si può allevare tranquillamente. Le prevenzione sono sempre le solite: lavarsi le mani, attenzione all'igiene personale e non frequentare posti affollati. Esistono poi dei farmaci che sono efficaci e che devono essere usati secondo il ministero della salute. Bisogna poi non andare nelle zone a rischio e seguire i consigli dati dalla Farnesina.
E'stato rilevato un caso di influenza suina in Spagna. Pensa che arriverà anche in Italia?
La Sars c è l'ha insegnato. In poche ore, in pochi giorni ci sono stati episodi di tasferimento di casi da una nazione all'altra. La speranza è che questi casi si possano individuare, contenere e limitare. Se no la situazione può peggiorare in termini di contagio a livello internazionale
Ma quindi c'è il rischio pandemia o è solo epidemia?
C'è il rischio pandemia perchè questa variante, nuova di virus, che prende pezzi del virus umano e quello suino e quindi ha la caratteristica di essere molto contagiosa e di non avere protezione da parte dei soggetti e quindi colpirne un grande numero. E' ipotesi possibile di pandemia.
Ma il caso dell'influenza suina sarà come quello dell'aviaria?
L'aviaria è un rischio ancora presente. Anche se non ha seguito una velocità cosi elevata continua a provare il suo contagio nell'uomo. E nei volatili è ancora diffusa. Solo che non se ne parla.
tags: influenza suina pregliasco pandemia
http://www.affaritaliani.it/cronache/influenza-suina-pregliasco-affari-pandemia-consigli270409.html
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venerdì 2 gennaio 2009
Ricercatori scoprono segreti della micidiale influenza del 1918
Ricercatori scoprono segreti della micidiale influenza del 1918
Reuters - Mar 30 Dic - 11.34
WASHINGTON (Reuters) - I ricercatori hanno trovato il modo di scoprire cosa ha reso così letale l'epidemia di influenza del 1918: un gruppo di tre geni che hanno permesso al virus di attaccare i polmoni provocando una polmonite.
Campioni dell'influenza del 1918 sono stati confrontati con i virus delle moderne influenze di stagione per arrivare alla scoperta dei tre che secondo loro potrebbe contribuire a sviluppare nuovi farmaci.
La scoperta è stata pubblicata oggi sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, e potrebbe anche individuare le mutazioni che trasformano una normale influenza in un'epidemia molto più pericolosa.
Yoshihiro Kawaoka della University of Wisconsin ed i colleghi delle Università di Kobe e Tokyo, in Giappone, hanno rilevato che mentre l'influenza normale si limita a colpire le vie respiratorie causando febbre, debolezza e dolori muscolari, alcuni malati gravi sviluppano la polmonite. A volte a causa di batteri, altre direttamente dall'influenza.
Durante l'epidemia del 1918, è emersa una nuova e più pericolosa forma di malattia.
"L'epidemia di influenza del 1918 è stata la più devastante diffusione infettiva nella storia dell'umanità, causando circa 50 milioni di morti in tutto il mondo", ha scritto il gruppo di Kawaoka.
Ha ucciso il 2,5% dei malati, rispetto al meno dell'1% delle epidemie annuali. E le autopsie hanno rilevato che molti morirono per polmonite.
A tenere in vita il virus, riprodurlo e propagarlo nei polmoni, dicono i ricercatori, sono stati tre geni, chiamati PA, PB1, e PB2, assieme ad una versione 1918 della nucleoproteina o gene NP.
Molti esperti concordano che prima o poi ci sarà un'altra epidemia di influenza, nessuno sa come anche se alcuni sospettano che si tratterà del virus H5N1 della febbre dei polli, che attraverso alcune mutazioni potrebbe diventare letale a livello globale, mentre sinora ha ucciso 247 delle 391 persone infettate dal 2003.
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Una provetta per un test del sangue
http://it.notizie.yahoo.com/4/20081230/r_t_rtrs_so_other/tso-oitlr-influenza1918-89ec962_1.html?printer=1
Reuters - Mar 30 Dic - 11.34
WASHINGTON (Reuters) - I ricercatori hanno trovato il modo di scoprire cosa ha reso così letale l'epidemia di influenza del 1918: un gruppo di tre geni che hanno permesso al virus di attaccare i polmoni provocando una polmonite.
Campioni dell'influenza del 1918 sono stati confrontati con i virus delle moderne influenze di stagione per arrivare alla scoperta dei tre che secondo loro potrebbe contribuire a sviluppare nuovi farmaci.
La scoperta è stata pubblicata oggi sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, e potrebbe anche individuare le mutazioni che trasformano una normale influenza in un'epidemia molto più pericolosa.
Yoshihiro Kawaoka della University of Wisconsin ed i colleghi delle Università di Kobe e Tokyo, in Giappone, hanno rilevato che mentre l'influenza normale si limita a colpire le vie respiratorie causando febbre, debolezza e dolori muscolari, alcuni malati gravi sviluppano la polmonite. A volte a causa di batteri, altre direttamente dall'influenza.
Durante l'epidemia del 1918, è emersa una nuova e più pericolosa forma di malattia.
"L'epidemia di influenza del 1918 è stata la più devastante diffusione infettiva nella storia dell'umanità, causando circa 50 milioni di morti in tutto il mondo", ha scritto il gruppo di Kawaoka.
Ha ucciso il 2,5% dei malati, rispetto al meno dell'1% delle epidemie annuali. E le autopsie hanno rilevato che molti morirono per polmonite.
A tenere in vita il virus, riprodurlo e propagarlo nei polmoni, dicono i ricercatori, sono stati tre geni, chiamati PA, PB1, e PB2, assieme ad una versione 1918 della nucleoproteina o gene NP.
Molti esperti concordano che prima o poi ci sarà un'altra epidemia di influenza, nessuno sa come anche se alcuni sospettano che si tratterà del virus H5N1 della febbre dei polli, che attraverso alcune mutazioni potrebbe diventare letale a livello globale, mentre sinora ha ucciso 247 delle 391 persone infettate dal 2003.
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Una provetta per un test del sangue
http://it.notizie.yahoo.com/4/20081230/r_t_rtrs_so_other/tso-oitlr-influenza1918-89ec962_1.html?printer=1
martedì 23 dicembre 2008
SALUTE-INFLUENZA: A NATALE IN 100 MILA A LETTO
Influenza, a Natale in 100mila a letto
13,5 milioni gli italiani vaccinati
MILANO (23 dicembre) – Arriva a grandi passi: l'influenza si sta affacciando alle festività ormai come vuole la tradizione, visto che sono anni che proprio nel periodo natalizio si ha il culmine dell'infezione. «A cavallo del Natale oltre 100 mila italiani passeranno le feste sotto le coperte con febbre alta», prevede Fabrizio Pregliasco, professore di virologia all'università degli Studi di Milano.
Come previsto dagli esperti fin da ottobre, la curva di crescita di nuovi casi di influenza, iniziata in concomitanza con le festività natalizie, raggiungerà il picco dopo la metà di gennaio. «Nelle malattie da raffreddamento - afferma Pregliasco - è sufficiente ricorrere ai farmaci di automedicazione o da banco che possiamo comprare in farmacia senza prescrizione medica. L'uso degli antibiotici, invece, è da valutare con il proprio medico in quanto utile solo in presenza di infezioni batteriche».
13,5 milioni italiani vaccinati In media, ogni medico inocula il vaccino a circa 300 dei propri assistiti ed i medici stessi si vaccinano (il 70% lo ha fatto e il 75% sottopone al vaccino il proprio personale di studio), sono le cifre fornite dal Centro Studi della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg). Secondo il 20% dei medici di famiglia, inoltre, ci sono limitazioni nell'erogazione delle dosi vaccinali destinate alle categorie protette da parte delle Asl. L'indagine, su 1100 medici di base, mostra che circa il 70% dei medici si sottopone al vaccino e in media il 75% dei medici vaccina o fa vaccinare contro l'influenza il proprio personale di studio (da un minimo del 72% al Nord-est ad un massimo del 78% al Sud e Isole). Questi dati dimostrano la fiducia riposta dai medici di famiglia nel trattamento preventivo.
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=39493&sez=HOME_INITALIA
13,5 milioni gli italiani vaccinati
MILANO (23 dicembre) – Arriva a grandi passi: l'influenza si sta affacciando alle festività ormai come vuole la tradizione, visto che sono anni che proprio nel periodo natalizio si ha il culmine dell'infezione. «A cavallo del Natale oltre 100 mila italiani passeranno le feste sotto le coperte con febbre alta», prevede Fabrizio Pregliasco, professore di virologia all'università degli Studi di Milano.
Come previsto dagli esperti fin da ottobre, la curva di crescita di nuovi casi di influenza, iniziata in concomitanza con le festività natalizie, raggiungerà il picco dopo la metà di gennaio. «Nelle malattie da raffreddamento - afferma Pregliasco - è sufficiente ricorrere ai farmaci di automedicazione o da banco che possiamo comprare in farmacia senza prescrizione medica. L'uso degli antibiotici, invece, è da valutare con il proprio medico in quanto utile solo in presenza di infezioni batteriche».
13,5 milioni italiani vaccinati In media, ogni medico inocula il vaccino a circa 300 dei propri assistiti ed i medici stessi si vaccinano (il 70% lo ha fatto e il 75% sottopone al vaccino il proprio personale di studio), sono le cifre fornite dal Centro Studi della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg). Secondo il 20% dei medici di famiglia, inoltre, ci sono limitazioni nell'erogazione delle dosi vaccinali destinate alle categorie protette da parte delle Asl. L'indagine, su 1100 medici di base, mostra che circa il 70% dei medici si sottopone al vaccino e in media il 75% dei medici vaccina o fa vaccinare contro l'influenza il proprio personale di studio (da un minimo del 72% al Nord-est ad un massimo del 78% al Sud e Isole). Questi dati dimostrano la fiducia riposta dai medici di famiglia nel trattamento preventivo.
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=39493&sez=HOME_INITALIA
mercoledì 3 dicembre 2008
Su Google la mappa dei picchi di influenza
TECNOLOGIA & SCIENZA
Il motore di ricerca sostiene di potere prevedere con dieci giorni
di anticipo la formazione di un focolaio. Ma sarà vero?
Su Google la mappa
dei picchi di influenza
di VITTORIO ZAMBARDINO
Metti che siete negli Stati Uniti e vi preoccupa l'arrivo dell'infuenza, magari perché abitate in un posto a 100 chilometri dalla città o perché avete da lavorare. Ecco, non diciamo che basti cliccare sul Flu Tracker (il segui-influenza), non lo diciamo perché un click non è mai sufficiente per niente. Ma il Flu Tracker ci dice come stanno crescendo le ricerche con le parole relative alla sintomatologia del male di stagione, Non serve a niente? E mica tanto, lo strumento può essere utile al punto che ora l'azienda di Brin e Page l'ha messo, insieme ad una serie di elaborazioni piu raffinate, a disposizione delle autorità statali e federali.
In altre parole il motore di ricerca sostiene di poter prevedere i picchi della malattia anche 10 giorni prima rispetto a strutture specializzate, come i Centers for Diseases Control and Prevention (Cdc) americani.
La meraviglia è che qualcuno si meravigli dell'idea di Google. Che qualcuno addirittura si arrabbi, come hanno fatto i sostenitori delle più tradizionali metodiche di rilevazione: quella più usata garantisce risultati nel giro di giorni ed è fondata sul sistema di segnalazioni fornite da un campione significativo di medici dislocati sul territorio.
Le loro obiezioni sono state messe a tacere da un'osservazione elementare: Google Trends lavora in tempo reale. Ma in un paese che prende sul serio le statistiche e la previsione per il semplice motivo che l'influenza fa perdere milioni di giornate di lavoro e danneggia la salute collettiva e individuale, c'è posto per tutti. Visto che Google Trends è una meraviglia ma è molto lontana dall'essere perfetta.
Cosa misura Google Trends: è uno strumento dei google-labs che misura non le parole più ricercate in assoluto, ma quelle che subiscono i maggiori incrementi in un dato lasso di tempo. E - sfruttando altre funzionalità del motore - in una data area. Posso sapere se a Milano stanno cercando "febbre alta" e a che ora, in quali fasce orarie. Google Trends è solo uno dei modi del motore di trattare le parole, di capire cosa significano, dove vanno, cosa quelle ricerche ci stanno dicendo. E' perfetto, questo strumento?
No, non lo è, può essere anzi ingannato, come dimostrano molti colpi di goliardia tecnologica che si sono verificati nel corso degli anni (Google Trends è operativo dal 2004), ma il sistema diventa sempre più capace di riconoscere gli errori e sempre più raffinato.
C'è chi ha sollevato obiezioni relativamente alla privacy. Non c'è alcun dubbio che negli immensi data base del motore esistono le funzionalità giuste per sapere che vittorio zambardino alle 18,30 da Roma ha cercato le parole Flu Tracker. Ma, a parte il fatto che in questa occasione i dati vengono trattati come espressione di tendenze e di comportamenti collettivi, in questo caso il vantaggio sociale, e alla fine individuale, appare infinitamente superiore.
(12 novembre 2008)
http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/scienza_e_tecnologia/google-7/influenza/influenza.html
Il motore di ricerca sostiene di potere prevedere con dieci giorni
di anticipo la formazione di un focolaio. Ma sarà vero?
Su Google la mappa
dei picchi di influenza
di VITTORIO ZAMBARDINO
Metti che siete negli Stati Uniti e vi preoccupa l'arrivo dell'infuenza, magari perché abitate in un posto a 100 chilometri dalla città o perché avete da lavorare. Ecco, non diciamo che basti cliccare sul Flu Tracker (il segui-influenza), non lo diciamo perché un click non è mai sufficiente per niente. Ma il Flu Tracker ci dice come stanno crescendo le ricerche con le parole relative alla sintomatologia del male di stagione, Non serve a niente? E mica tanto, lo strumento può essere utile al punto che ora l'azienda di Brin e Page l'ha messo, insieme ad una serie di elaborazioni piu raffinate, a disposizione delle autorità statali e federali.
In altre parole il motore di ricerca sostiene di poter prevedere i picchi della malattia anche 10 giorni prima rispetto a strutture specializzate, come i Centers for Diseases Control and Prevention (Cdc) americani.
La meraviglia è che qualcuno si meravigli dell'idea di Google. Che qualcuno addirittura si arrabbi, come hanno fatto i sostenitori delle più tradizionali metodiche di rilevazione: quella più usata garantisce risultati nel giro di giorni ed è fondata sul sistema di segnalazioni fornite da un campione significativo di medici dislocati sul territorio.
Le loro obiezioni sono state messe a tacere da un'osservazione elementare: Google Trends lavora in tempo reale. Ma in un paese che prende sul serio le statistiche e la previsione per il semplice motivo che l'influenza fa perdere milioni di giornate di lavoro e danneggia la salute collettiva e individuale, c'è posto per tutti. Visto che Google Trends è una meraviglia ma è molto lontana dall'essere perfetta.
Cosa misura Google Trends: è uno strumento dei google-labs che misura non le parole più ricercate in assoluto, ma quelle che subiscono i maggiori incrementi in un dato lasso di tempo. E - sfruttando altre funzionalità del motore - in una data area. Posso sapere se a Milano stanno cercando "febbre alta" e a che ora, in quali fasce orarie. Google Trends è solo uno dei modi del motore di trattare le parole, di capire cosa significano, dove vanno, cosa quelle ricerche ci stanno dicendo. E' perfetto, questo strumento?
No, non lo è, può essere anzi ingannato, come dimostrano molti colpi di goliardia tecnologica che si sono verificati nel corso degli anni (Google Trends è operativo dal 2004), ma il sistema diventa sempre più capace di riconoscere gli errori e sempre più raffinato.
C'è chi ha sollevato obiezioni relativamente alla privacy. Non c'è alcun dubbio che negli immensi data base del motore esistono le funzionalità giuste per sapere che vittorio zambardino alle 18,30 da Roma ha cercato le parole Flu Tracker. Ma, a parte il fatto che in questa occasione i dati vengono trattati come espressione di tendenze e di comportamenti collettivi, in questo caso il vantaggio sociale, e alla fine individuale, appare infinitamente superiore.
(12 novembre 2008)
http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/scienza_e_tecnologia/google-7/influenza/influenza.html
martedì 2 dicembre 2008
L'INFLUENZA E' ARRIVATA IN ITALIA
A dare conferma dello «sbarco» è stato l'isolamento del virus in tre persone da parte del Laboratorio dell'Università di Parma.
Secondo gli specialisti l'epidemia influenzale si prevede quest'anno particolarmente intensa, con circa 7 milioni di italiani costretti a letto già dal periodo natalizio (praticamnente l'8 per cento della popolazione). C'è da dire che ogni anno si registrano circa 8.000 decessi attribuibili alle complicanze della malattia.
Fortunatamente c'è già un antidoto: la vaccinazione che, come ha ricordato il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio, è possibile effettuare sino alla fine di dicembre.
Colpirà tra i 5 e i 7 milioni di persone entro Natale. Per prevenirla c'è un vaccino
L'influenza sbarca in Italia
È l'australiana. Isolati 3 casi
Marino Collacciani
m.collacciani@iltempo.it
Come gli uragani anche l'influenza di stagione si fregia ogni anno di un appellativo, più o meno accattivante. Quest'anno si chiama «Australiana» è da ieri è ufficialmente arrivata in Italia.
Tornando campioni esaminati dal Laboratorio, precisa il ministero del Welfare, sono stati prelevati da 3 soggetti: un bambino di 5 anni, una donna di 35 anni e suo figlio di 2 anni, tutti non vaccinati. Dalle prime indagini, i 3 ceppi isolati appartengono alla nuova variante antigenica A/Brisbane/10/07 contenuta nel vaccino antinfluenzale 2008-2009.
L'influenza, spiega la Simg (Società italiana di medicina generale), non ha solo costi sanitari, ma anche sociali: nel 2006 oltre 4.800.000 lavoratori si sono assentati per uno o più giorni a causa dell'influenza, per un totale di circa 32.275.000 giornate di assenza che sono costate oltre 2.860.000.000 di euro.
Il Ministero prevede la vaccinazione gratuita per una serie di categorie a rischio. Tra queste, anziani over-65 e malati cronici. Vaccino gratuito anche per le forze di polizia e vigili del fuoco.
I sintomi, sottolinea il segretario della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg), Giacomo Milillo, sono quelli classici: febbre, dolori muscolari, infiammazione delle vie respiratorie e tosse. Sintomi che, avverte, «la maggior parte delle persone può superare con il riposo e il ricorso a farmaci antipiretici e antifebbre». Gli antibiotici, conclude l'esperto, vanno invece usati con cautela.
21/11/2008
http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2008/11/21/954678-influenza_sbarca_italia.shtml
Secondo gli specialisti l'epidemia influenzale si prevede quest'anno particolarmente intensa, con circa 7 milioni di italiani costretti a letto già dal periodo natalizio (praticamnente l'8 per cento della popolazione). C'è da dire che ogni anno si registrano circa 8.000 decessi attribuibili alle complicanze della malattia.
Fortunatamente c'è già un antidoto: la vaccinazione che, come ha ricordato il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio, è possibile effettuare sino alla fine di dicembre.
Colpirà tra i 5 e i 7 milioni di persone entro Natale. Per prevenirla c'è un vaccino
L'influenza sbarca in Italia
È l'australiana. Isolati 3 casi
Marino Collacciani
m.collacciani@iltempo.it
Come gli uragani anche l'influenza di stagione si fregia ogni anno di un appellativo, più o meno accattivante. Quest'anno si chiama «Australiana» è da ieri è ufficialmente arrivata in Italia.
Tornando campioni esaminati dal Laboratorio, precisa il ministero del Welfare, sono stati prelevati da 3 soggetti: un bambino di 5 anni, una donna di 35 anni e suo figlio di 2 anni, tutti non vaccinati. Dalle prime indagini, i 3 ceppi isolati appartengono alla nuova variante antigenica A/Brisbane/10/07 contenuta nel vaccino antinfluenzale 2008-2009.
L'influenza, spiega la Simg (Società italiana di medicina generale), non ha solo costi sanitari, ma anche sociali: nel 2006 oltre 4.800.000 lavoratori si sono assentati per uno o più giorni a causa dell'influenza, per un totale di circa 32.275.000 giornate di assenza che sono costate oltre 2.860.000.000 di euro.
Il Ministero prevede la vaccinazione gratuita per una serie di categorie a rischio. Tra queste, anziani over-65 e malati cronici. Vaccino gratuito anche per le forze di polizia e vigili del fuoco.
I sintomi, sottolinea il segretario della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg), Giacomo Milillo, sono quelli classici: febbre, dolori muscolari, infiammazione delle vie respiratorie e tosse. Sintomi che, avverte, «la maggior parte delle persone può superare con il riposo e il ricorso a farmaci antipiretici e antifebbre». Gli antibiotici, conclude l'esperto, vanno invece usati con cautela.
21/11/2008
http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2008/11/21/954678-influenza_sbarca_italia.shtml
lunedì 8 settembre 2008
Il supervaccino contro l'influenza
Oxford avvia la sperimentazione del nuovo farmaco: "Mai più febbre e mal di gola"
La chiave di volta è una proteina, comune a tutti i ceppi, "da attaccare"
Il supervaccino contro l'influenza
"Così la batteremo per sempre"
di ELENA DUSI
IL VIRUS dell'influenza scappa. Ma gli scienziati tentano di placcarlo una volta per tutte. All'università di Oxford sta per iniziare la sperimentazione sull'uomo di un vaccino "universale" contro febbre e mal di gola: valido contro tutti i ceppi del virus e capace di proteggere per cinque anni di seguito. Russa, australiana o cinese (ogni anno l'origine del virus dà il nome all'influenza): tutte verrebbero bloccate dal nuovo scudo. "Ma prima di mettere in circolazione il vaccino universale - avvertono i medici di Oxford - dobbiamo completare tutte le tappe della sperimentazione". E per questo ci vorrà ancora una manciata di anni.
Quel che rende difficile la caccia al virus dell'influenza è la sua capacità di mutare di continuo. Ogni anno in autunno, nel momento in cui l'epidemia di tosse e starnuti sta per iniziare, i laboratori di virologia di tutto il mondo scattano per isolare il microrganismo che sarà protagonista dell'inverno successivo. A seconda della forma del virus, si mette a punto il "cappuccio" adatto per neutralizzarlo. Poi i vari paesi danno il via alla campagna di vaccinazione della popolazione, soprattutto anziani e bambini. E da una quindicina d'anni a questa parte (da quando i vaccini contro i disturbi di stagione vennero diffusi) a ogni nuovo inverno la gara riparte da zero.
Oxford ha deciso di cambiare strategia: anziché incappucciare il microrganismo, lo ammanetta. Con la tecnica attuale, il vaccino insegna alle nostre cellule immunitarie a riconoscere una proteina che si trova sull'involucro esterno del virus. Ma queste piccole protuberanze sono proprio l'elemento che varia ogni anno. Nella continua selezione naturale che caratterizza la vita nell'infinitamente piccolo, nuovi ceppi di bacilli subentrano continuamente ai vecchi. Le proteine che valevano l'inverno scorso sono diverse rispetto alla stagione che verrà.
A rimanere costante tra tutti i ceppi influenzali è invece una proteina che si trova all'interno del virus. E il nuovo vaccino "universale" insegna al sistema immunitario che proprio quella è la proteina da attaccare. Qualunque virus influenzale (aviaria inclusa), nel momento in cui si avvicinerà all'organismo, sarà attaccato dalle nostre cellule-soldato.
A parole la strategia sembra perfetta. Ma in passato tentativi simili si sono mostrati poco efficaci, arenandosi nel corso dei vari livelli di sperimentazione. Ma Sarah Gilbert, la ricercatrice dell'università di Oxford che ha ricevuto il via libera per sperimentare il nuovo vaccino sui primi 12 volontari, questa volta ostenta ottimismo: "Saremmo finalmente in grado di proteggere i bambini. Otterremo benefici economici risparmiando la malattia alle persone in età lavorativa. E facendo stare bene loro, aiuteremo anche gli anziani, che rispondono meno alla vaccinazione. Ridurre la presenza del virus farà infatti diminuire le occasioni di contagio".
(7 settembre 2008)
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/vaccino-influenza/vaccino-influenza/vaccino-influenza.html
La chiave di volta è una proteina, comune a tutti i ceppi, "da attaccare"
Il supervaccino contro l'influenza
"Così la batteremo per sempre"
di ELENA DUSI
IL VIRUS dell'influenza scappa. Ma gli scienziati tentano di placcarlo una volta per tutte. All'università di Oxford sta per iniziare la sperimentazione sull'uomo di un vaccino "universale" contro febbre e mal di gola: valido contro tutti i ceppi del virus e capace di proteggere per cinque anni di seguito. Russa, australiana o cinese (ogni anno l'origine del virus dà il nome all'influenza): tutte verrebbero bloccate dal nuovo scudo. "Ma prima di mettere in circolazione il vaccino universale - avvertono i medici di Oxford - dobbiamo completare tutte le tappe della sperimentazione". E per questo ci vorrà ancora una manciata di anni.
Quel che rende difficile la caccia al virus dell'influenza è la sua capacità di mutare di continuo. Ogni anno in autunno, nel momento in cui l'epidemia di tosse e starnuti sta per iniziare, i laboratori di virologia di tutto il mondo scattano per isolare il microrganismo che sarà protagonista dell'inverno successivo. A seconda della forma del virus, si mette a punto il "cappuccio" adatto per neutralizzarlo. Poi i vari paesi danno il via alla campagna di vaccinazione della popolazione, soprattutto anziani e bambini. E da una quindicina d'anni a questa parte (da quando i vaccini contro i disturbi di stagione vennero diffusi) a ogni nuovo inverno la gara riparte da zero.
Oxford ha deciso di cambiare strategia: anziché incappucciare il microrganismo, lo ammanetta. Con la tecnica attuale, il vaccino insegna alle nostre cellule immunitarie a riconoscere una proteina che si trova sull'involucro esterno del virus. Ma queste piccole protuberanze sono proprio l'elemento che varia ogni anno. Nella continua selezione naturale che caratterizza la vita nell'infinitamente piccolo, nuovi ceppi di bacilli subentrano continuamente ai vecchi. Le proteine che valevano l'inverno scorso sono diverse rispetto alla stagione che verrà.
A rimanere costante tra tutti i ceppi influenzali è invece una proteina che si trova all'interno del virus. E il nuovo vaccino "universale" insegna al sistema immunitario che proprio quella è la proteina da attaccare. Qualunque virus influenzale (aviaria inclusa), nel momento in cui si avvicinerà all'organismo, sarà attaccato dalle nostre cellule-soldato.
A parole la strategia sembra perfetta. Ma in passato tentativi simili si sono mostrati poco efficaci, arenandosi nel corso dei vari livelli di sperimentazione. Ma Sarah Gilbert, la ricercatrice dell'università di Oxford che ha ricevuto il via libera per sperimentare il nuovo vaccino sui primi 12 volontari, questa volta ostenta ottimismo: "Saremmo finalmente in grado di proteggere i bambini. Otterremo benefici economici risparmiando la malattia alle persone in età lavorativa. E facendo stare bene loro, aiuteremo anche gli anziani, che rispondono meno alla vaccinazione. Ridurre la presenza del virus farà infatti diminuire le occasioni di contagio".
(7 settembre 2008)
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/vaccino-influenza/vaccino-influenza/vaccino-influenza.html
Vaccino eterno contro l'influenza?
Vaccino eterno contro l'influenza?
Per proteggersi dall'influenza potrebbe non essere piu' necessario vaccinarsi ogni anno contro ceppi virali ogni volta diversi. E' la promessa di un super-vaccino che dura 'per sempre' e potrebbe rivelarsi un'arma efficace in caso di pandemia. I trial clinici sono cominciati all'universita' di Oxford (Gb): se i risultati saranno positivi, il siero potrebbe essere pronto all'uso nel giro di cinque anni, sperano i ricercatori.
Al momento si tratta ancora di test su piccola scala: sono stati reclutati 12 volontari. Ma se il vaccino universale si dimostrera' prima di tutto sicuro, i trial verranno allargati. I sieri antinfluenzali attualmente disponibili agiscono scatenando gli anticorpi contro le proteine H e N sulla superficie del virus. Si tratta, pero', di un bersaglio che muta a seconda del ceppo virale: per questo i vaccini vanno adattati di volta in volta. E ogni anno e' necessaria una nuova iniezione. L'equipe britannica, guidata da Sarah Gilbert, ha cambiato strategia. Il prodotto allo studio e' basato sulle proteine interne, molto piu' simili fra loro anche fra differenti ceppi virali. E' 'costruito' utilizzando un virus del vaiolo reso innocuo, che serve a trasportare le proteine nell'organismo: la stessa tecnica usata contro la Tbc. Una volta che il virus ha invaso le cellule e ha iniziato a moltiplicarsi, le nostre cellule T imparano a riconoscere e distruggere le proteine ogni volta che le incontreranno. Se tutto andra' come sperano i ricercatori, "una volta ricevuto il vaccino - sottolinea la Gilbert - si e' immunizzati contro tutti i ceppi influenzali, un po' come accade per il morbillo.
Non sara' piu' necessario vaccinarsi ogni anno, ma sottoporsi al massimo a richiami ogni 5-10 anni". Al momento anche due aziende - la britannica PepTcell e la svizzera Cytos - stanno lavorando a vaccini antinfluenzali universali.
http://www.aduc.it/dyn/eutanasia/noti.php?id=232090
Per proteggersi dall'influenza potrebbe non essere piu' necessario vaccinarsi ogni anno contro ceppi virali ogni volta diversi. E' la promessa di un super-vaccino che dura 'per sempre' e potrebbe rivelarsi un'arma efficace in caso di pandemia. I trial clinici sono cominciati all'universita' di Oxford (Gb): se i risultati saranno positivi, il siero potrebbe essere pronto all'uso nel giro di cinque anni, sperano i ricercatori.
Al momento si tratta ancora di test su piccola scala: sono stati reclutati 12 volontari. Ma se il vaccino universale si dimostrera' prima di tutto sicuro, i trial verranno allargati. I sieri antinfluenzali attualmente disponibili agiscono scatenando gli anticorpi contro le proteine H e N sulla superficie del virus. Si tratta, pero', di un bersaglio che muta a seconda del ceppo virale: per questo i vaccini vanno adattati di volta in volta. E ogni anno e' necessaria una nuova iniezione. L'equipe britannica, guidata da Sarah Gilbert, ha cambiato strategia. Il prodotto allo studio e' basato sulle proteine interne, molto piu' simili fra loro anche fra differenti ceppi virali. E' 'costruito' utilizzando un virus del vaiolo reso innocuo, che serve a trasportare le proteine nell'organismo: la stessa tecnica usata contro la Tbc. Una volta che il virus ha invaso le cellule e ha iniziato a moltiplicarsi, le nostre cellule T imparano a riconoscere e distruggere le proteine ogni volta che le incontreranno. Se tutto andra' come sperano i ricercatori, "una volta ricevuto il vaccino - sottolinea la Gilbert - si e' immunizzati contro tutti i ceppi influenzali, un po' come accade per il morbillo.
Non sara' piu' necessario vaccinarsi ogni anno, ma sottoporsi al massimo a richiami ogni 5-10 anni". Al momento anche due aziende - la britannica PepTcell e la svizzera Cytos - stanno lavorando a vaccini antinfluenzali universali.
http://www.aduc.it/dyn/eutanasia/noti.php?id=232090
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