CREATO A BOLOGNA VIRUS HERPES ANTI-CANCRO
AGI) - Bologna, 19 mag. - Ha visto la luce nei laboratori di Bologna il "Sansone" dei virus herpes anti-cancro. Secondo i ricercatori e' infatti il primo virus herpes non depotenziato, ma geneticamente modificato per distruggere le cellule tumorali e risparmiare quelle sane, ad avere successo nei test in vivo.
"Quando si manipola geneticamente un virus per poterlo usare come arma contro i tumori - spiega la virologa Gabriella Campadelli-Fiume dell'Universita' di Bologna, che ha guidato la ricerca - di solito lo si indebolisce, per renderlo innocuo verso l'organismo ospite e controllarlo meglio. Cio' pero' finisce spesso col renderlo poco aggressivo anche verso il tumore, e questa e' una delle ragioni per cui questo filone di ricerca non e' ancora sfociato in terapie anti-tumorali entrate nella pratica clinica. Noi abbiamo invece scelto una strada piu' sofisticata. Ne abbiamo lasciato inalterata la virulenza, ma abbiamo tolto al virus le 'chiavi' proteiche con cui entra nelle cellule normali, e le abbiamo sostituite con 'chiavi' che gli consentono l'accesso alle sole cellule malate". Il risultato, come riferisce Pnas (l'autorevole rivista dell'Accademia delle scienze Usa, una delle piu' prestigiose insieme a Nature e Science), e' un virus ingegnerizzato capace di distruggere i piu' maligni tra i tumori del seno e dell'ovaio, che ogni anno, solo in Italia, colpiscono 42mila nuove persone e ne uccidono oltre 10mila. Il nuovo virus, che l'ateneo ha gia' chiesto di brevettare, potrebbe inoltre contrastare con successo le metastasi cerebrali di questi tumori, che sono invece inaccessibili anche ai farmaci piu' innovativi. Le "chiavi" su cui sono intervenuti i ricercatori bolognesi - spiega in una nota l'Universita' di Bologna - sono una porzione della glicoproteina D con cui il virus dell'herpes simplex - da molti conosciuto come responsabile delle caratteristiche vescicole che si presentano sulle labbra in caso di influenza, stress, indebolimento, ecc. - riesce normalmente ad entrare nelle cellule sane e a distruggerle. I ricercatori hanno rimosso questo pezzetto del Dna virale e l'hanno sostituito con un'altra 'chiave': un anticorpo capace di aprire la 'serratura' (recettore) delle cellule dei tumori del seno e dell'ovaio che producono la proteina Her-2. E' proprio questa molecola, che riveste in abbondanza le cellule cancerose in questione, a trasformale in bersaglio. Il virus modificato aggredisce infatti solo le cellule che ne sono ricoperte, risparmiando le altre. L'infezione si autoalimenta, perche' il virus si replica progressivamente fino ad esaurimento delle cellule malate. Eliminato il tumore, non trovando piu' cellule dove insediarsi, e' destinato, secondo i ricercatori, ad estinguersi, a differenza della sua variante naturale che invece permane in forma silente nelle cellule sane, in attesa di manifestarsi ancora alla prima occasione.
L'efficacia del virus e' stata misurata sui topi, in test condotti nei laboratori di Dipartimento di patologia sperimentale dell'ateneo nel corso degli ultimi dodici mesi. Il 60 per cento dei topolini trattati e' completamente guarito dal tumore, mentre nel restante 40 per cento se ne e' inibita significativamente la crescita. Un altro aspetto innovativo del nuovo virus killer dei tumori e' che, in qualita' di variante dell'herpes simplex, naturalmente dotato di una predilezione per le cellule nervose, potrebbe rivelarsi efficace contro le metastasi cerebrali dei tumori Her-2, che invece i principali farmaci oggi comunemente adottati nella terapie non riescono a raggiungere. Questi farmaci inoltre, tendono ad arrestare la crescita del tumore, ma non a distruggerlo, cosa che invece sembra riuscire molto bene all'herpes mutato. Il prossimo passo sara' quello di indagare la possibilita' di veicolare il virus attraverso il sistema circolatorio, in modo da intercettare eventuali metastasi tumorali ignote, oltre ovviamente a portare la sperimentazione sull'uomo.
http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200905191132-hpg-rsa0009-creato_a_bologna_virus_herpes_anti_cancro
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giovedì 28 maggio 2009
martedì 9 dicembre 2008
L'alzheimer potrebbe essere causato da virus herpes simplex
L'alzheimer potrebbe essere causato da virus herpes simplex
Trovato Dna virale nel 90% delle placche proteiche
postato 17 ore fa
Roma, 8 dic. (Apcom) - Scienziati della Manchester University, GB hanno scoperto un'associazione tra il virus dell'herpes simplex (HSV), quello che causa la "febbre" intorno alle labbra, e la formazione delle placche proteiche che si accumulano nel cervello delle persone affette dalla Malattia di Alzheimer (MA), la forma più comune di demenza tra gli anziani.
Ruth Itzhaki e colleghi hanno, infatti, scoperto nel 90% delle placche presenti nel cervello di malati di Alzheimer la presenza di frammenti di Dna virale di HSV di tipo 1. Precedentemente, avevano già dimostrato che l'infezione virale, che colpiva le cellule nervose dei topolini di laboratorio conduceva ad una lenta deposizione di beta amiloide, il componente principale delle placche e che il virus è presente nel cervello di molte persone anziane e in molte persone portatrici di uno specifico fattore genetico, che li predispone di più alla malattia. Tra le persone infettate, il virus, nel 20-40% dei casi, non si manifesta per lunghi periodi durante i quali rimane dormiente.
Secondo i ricercatori è troppo presto per dire definitivamente se il virus è veramente responsabile della MA, ma nello stesso tempo ipotizzano che questa scoperta si potrebbe rivelare utile in futuro per curare la malattia o prevenire la formazione delle placche utilizzando i più comuni farmaci antivirali.
http://notizie.alice.it/notizie/top_news/2008/12_dicembre/08/l_alzheimer_potrebbe_essere_causato_da_virus_herpes_simplex,17153104.html
Trovato Dna virale nel 90% delle placche proteiche
postato 17 ore fa
Roma, 8 dic. (Apcom) - Scienziati della Manchester University, GB hanno scoperto un'associazione tra il virus dell'herpes simplex (HSV), quello che causa la "febbre" intorno alle labbra, e la formazione delle placche proteiche che si accumulano nel cervello delle persone affette dalla Malattia di Alzheimer (MA), la forma più comune di demenza tra gli anziani.
Ruth Itzhaki e colleghi hanno, infatti, scoperto nel 90% delle placche presenti nel cervello di malati di Alzheimer la presenza di frammenti di Dna virale di HSV di tipo 1. Precedentemente, avevano già dimostrato che l'infezione virale, che colpiva le cellule nervose dei topolini di laboratorio conduceva ad una lenta deposizione di beta amiloide, il componente principale delle placche e che il virus è presente nel cervello di molte persone anziane e in molte persone portatrici di uno specifico fattore genetico, che li predispone di più alla malattia. Tra le persone infettate, il virus, nel 20-40% dei casi, non si manifesta per lunghi periodi durante i quali rimane dormiente.
Secondo i ricercatori è troppo presto per dire definitivamente se il virus è veramente responsabile della MA, ma nello stesso tempo ipotizzano che questa scoperta si potrebbe rivelare utile in futuro per curare la malattia o prevenire la formazione delle placche utilizzando i più comuni farmaci antivirali.
http://notizie.alice.it/notizie/top_news/2008/12_dicembre/08/l_alzheimer_potrebbe_essere_causato_da_virus_herpes_simplex,17153104.html
mercoledì 3 dicembre 2008
Aids, una molecola tutta italiana per bloccare il virus
Aids, una molecola tutta italiana per bloccare il virus
Il virus dell'aids
L'Aids ha un nuovo nemico. E' una piccola molecola diretta contro un 'enzima cellulare' che si è rivelata in grado di bloccare l'infezione. La scoperta, frutto di una ricerca congiunta del Cnr e dell'Università di Siena, è stata pubblicata sul Journal of Medicinal Chemistry.
"Il virus HIV - spiega Giovanni Maga dell'Igm-Cnr - è un parassita delle cellule umane e dunque non è capace di riprodursi al di fuori dell'organismo infetto". Per moltiplicarsi, infatti, l'Hiv si introduce in una cellula, e la 'spoglia' delle sue risorse nutritive per costruire nuovi virioni.
"All'interno della cellula infetta - continua Maga - il virus prende il controllo di numerosi enzimi cellulari, 'obbligandoli' a lavorare per produrre nuove particelle virali. Uno di questi enzimi è la proteina cellulare DDX3 che ha il compito di facilitare il flusso di informazione genetica tra il nucleo, dove l'informazione viene custodita, e il citoplasma, dove l'informazione viene tradotta in nuove proteine".
Partendo da queste premesse, i ricercatori hanno utilizzato tecniche computerizzate per disegnare una molecola 'su misura' per la proteina DDX3, che è stata poi sintetizzata e provata nei test biologici. "Questa piccola molecola - sottolinea Maga - si e' dimostrata in grado di bloccare l'azione di DDX3, causando l'interruzione della replicazione virale dell' HIV, senza però danneggiare le cellule non infette". Una scoperta che, secondo gli esperti, apre nuove possibilità di cura dell'Aids dato che un farmaco diretto contro un enzima cellulare avrebbe più probabilità di conservare la sua efficacia anche per tempi lunghi di terapia.
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=87651
Il virus dell'aids
L'Aids ha un nuovo nemico. E' una piccola molecola diretta contro un 'enzima cellulare' che si è rivelata in grado di bloccare l'infezione. La scoperta, frutto di una ricerca congiunta del Cnr e dell'Università di Siena, è stata pubblicata sul Journal of Medicinal Chemistry.
"Il virus HIV - spiega Giovanni Maga dell'Igm-Cnr - è un parassita delle cellule umane e dunque non è capace di riprodursi al di fuori dell'organismo infetto". Per moltiplicarsi, infatti, l'Hiv si introduce in una cellula, e la 'spoglia' delle sue risorse nutritive per costruire nuovi virioni.
"All'interno della cellula infetta - continua Maga - il virus prende il controllo di numerosi enzimi cellulari, 'obbligandoli' a lavorare per produrre nuove particelle virali. Uno di questi enzimi è la proteina cellulare DDX3 che ha il compito di facilitare il flusso di informazione genetica tra il nucleo, dove l'informazione viene custodita, e il citoplasma, dove l'informazione viene tradotta in nuove proteine".
Partendo da queste premesse, i ricercatori hanno utilizzato tecniche computerizzate per disegnare una molecola 'su misura' per la proteina DDX3, che è stata poi sintetizzata e provata nei test biologici. "Questa piccola molecola - sottolinea Maga - si e' dimostrata in grado di bloccare l'azione di DDX3, causando l'interruzione della replicazione virale dell' HIV, senza però danneggiare le cellule non infette". Una scoperta che, secondo gli esperti, apre nuove possibilità di cura dell'Aids dato che un farmaco diretto contro un enzima cellulare avrebbe più probabilità di conservare la sua efficacia anche per tempi lunghi di terapia.
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=87651
venerdì 22 febbraio 2008
CAMPAGNA DEL VACCINO ANTI-PAPILLOMA VIRUS
Al via la vaccinazione anti-Hpv
Entro marzo al via in 16 regioni. Entro giugno le altre. Lo scopo è ridurre il tumore del collo dell'utero
ROMA - E' partita la campagna di vaccinazione pubblica gratuita contro il Papilloma virus (HPV), che può favorire il cancro della cervice uterina. Il vaccino è offerto a tutte le bambine nate nel 1997. (sono circa 280mila). In nostro Paese è il primo in Europa a intraprendere una iniziativa di questo genere. Lo scopo - spiegano al ministero della Salute- è di ottenere una forte riduzione di questa malattia nelle prossime generazioni.
ANCHE IN FARMACIA - Il vaccino è inoltre disponibile a pagamento in farmacia, dietro prescrizione medica, ed è destinato alle donne che non hanno ancora contratto l'infezione da HPV. Prima di ricorrere alla vaccinazione è quindi importante fare un Pap-test per essere sicuri di non avere già contratto l'infezione. È opportuno ricordare che il vaccino affianca ma non sostituisce lo screening periodico della cervice uterina, attualmente raccomandato per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni, perchè protegge dalle lesioni causate solo da alcuni genotipi di HPV oncogeni; per tutti gli altri genotipi oncogeni l'unica prevenzione resta il Pap-test.
CAUTELE - Il vaccino contro l'HPV secondo le informazioni scientifiche oggi disponibili - si fa sapere al ministero della Salute - è sicuro, ben tollerato e in grado di prevenire nella quasi totalità dei casi l'insorgenza di un'infezione persistente dei due ceppi virali responsabili attualmente del 70% dei casi del tumore della cervice uterina. Dovrà essere osservata una particolare cautela alla somministrazione del vaccino in donne in età fertile, poichè, sebbene nelle gravidanze insorte durante gli studi clinici dei due vaccini non sia stato rilevato alcun impatto negativo sulla fertilità in termini di incidenza di aborti spontanei, morti intrauterine e anomalie congenite, i dati attualmente disponibili non sono sufficienti per raccomandarne l'uso in gravidanza..
IL VIRUS - Esistono circa 120 «genotipi» del virus HPV che infettano l'uomo, un terzo dei quali associato a patologie del tratto anogenitale, sia benigne che maligne. Dei 120 genotipi, il tipo 16 è associato a circa il 50% dei casi di tumore alla cervice uterina, il tipo 18 del 20% e i restanti genotipi di circa il 30%. I genotipi 6 e 11 sono responsabili del 90% dei condilomi genitali. L'infezione da HPV è più frequente nella popolazione femminile. Si calcola che il 75% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della vita con un virus HPV, e fino al 50% con un tipo oncogeno. Ci vogliono però molti anni perchè le lesioni provocate dall'HPV si trasformino, e solo pochissime delle donne con infezione da papilloma virus sviluppano un tumore del collo dell'utero. La maggior parte (70-90%) delle infezioni da HPV è, infatti, transitoria e guarisce spontaneamente senza lasciare esiti. L'intervallo di tempo che trascorre tra l'infezione e l'insorgenza delle lesioni precancerose è in genere di circa cinque anni, mentre la latenza per l'insorgenza del carcinoma cervicale può essere di decenni .
LA PREVENZIONE - Le regioni in cui il vaccino sarà disponibile entro marzo saranno 16:Abruzzo, Basilicata, Valle D'Aosta, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto, Sardegna. Entro il mese di aprile: Umbria, Bolzano.Entro il mese di maggio: P.A.Trento. Entro il mese di giugno: Friuli Venezia Giulia, Marche.
http://www.corriere.it/salute/08_febbraio_22/vaccinazione_papilloma_virus_be0fae7e-e154-11dc-b2e4-0003ba99c667_print.html
Entro marzo al via in 16 regioni. Entro giugno le altre. Lo scopo è ridurre il tumore del collo dell'utero
ROMA - E' partita la campagna di vaccinazione pubblica gratuita contro il Papilloma virus (HPV), che può favorire il cancro della cervice uterina. Il vaccino è offerto a tutte le bambine nate nel 1997. (sono circa 280mila). In nostro Paese è il primo in Europa a intraprendere una iniziativa di questo genere. Lo scopo - spiegano al ministero della Salute- è di ottenere una forte riduzione di questa malattia nelle prossime generazioni.
ANCHE IN FARMACIA - Il vaccino è inoltre disponibile a pagamento in farmacia, dietro prescrizione medica, ed è destinato alle donne che non hanno ancora contratto l'infezione da HPV. Prima di ricorrere alla vaccinazione è quindi importante fare un Pap-test per essere sicuri di non avere già contratto l'infezione. È opportuno ricordare che il vaccino affianca ma non sostituisce lo screening periodico della cervice uterina, attualmente raccomandato per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni, perchè protegge dalle lesioni causate solo da alcuni genotipi di HPV oncogeni; per tutti gli altri genotipi oncogeni l'unica prevenzione resta il Pap-test.
CAUTELE - Il vaccino contro l'HPV secondo le informazioni scientifiche oggi disponibili - si fa sapere al ministero della Salute - è sicuro, ben tollerato e in grado di prevenire nella quasi totalità dei casi l'insorgenza di un'infezione persistente dei due ceppi virali responsabili attualmente del 70% dei casi del tumore della cervice uterina. Dovrà essere osservata una particolare cautela alla somministrazione del vaccino in donne in età fertile, poichè, sebbene nelle gravidanze insorte durante gli studi clinici dei due vaccini non sia stato rilevato alcun impatto negativo sulla fertilità in termini di incidenza di aborti spontanei, morti intrauterine e anomalie congenite, i dati attualmente disponibili non sono sufficienti per raccomandarne l'uso in gravidanza..
IL VIRUS - Esistono circa 120 «genotipi» del virus HPV che infettano l'uomo, un terzo dei quali associato a patologie del tratto anogenitale, sia benigne che maligne. Dei 120 genotipi, il tipo 16 è associato a circa il 50% dei casi di tumore alla cervice uterina, il tipo 18 del 20% e i restanti genotipi di circa il 30%. I genotipi 6 e 11 sono responsabili del 90% dei condilomi genitali. L'infezione da HPV è più frequente nella popolazione femminile. Si calcola che il 75% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della vita con un virus HPV, e fino al 50% con un tipo oncogeno. Ci vogliono però molti anni perchè le lesioni provocate dall'HPV si trasformino, e solo pochissime delle donne con infezione da papilloma virus sviluppano un tumore del collo dell'utero. La maggior parte (70-90%) delle infezioni da HPV è, infatti, transitoria e guarisce spontaneamente senza lasciare esiti. L'intervallo di tempo che trascorre tra l'infezione e l'insorgenza delle lesioni precancerose è in genere di circa cinque anni, mentre la latenza per l'insorgenza del carcinoma cervicale può essere di decenni .
LA PREVENZIONE - Le regioni in cui il vaccino sarà disponibile entro marzo saranno 16:Abruzzo, Basilicata, Valle D'Aosta, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto, Sardegna. Entro il mese di aprile: Umbria, Bolzano.Entro il mese di maggio: P.A.Trento. Entro il mese di giugno: Friuli Venezia Giulia, Marche.
http://www.corriere.it/salute/08_febbraio_22/vaccinazione_papilloma_virus_be0fae7e-e154-11dc-b2e4-0003ba99c667_print.html
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