VAMPATE DI CALORE SEGNALE DI OSTEOPOROSI
(AGI) - New York, 19 mag. - Le donne che soffrono di vampate di calore quando sono all'inizio della menopausa potrebbero avere ossa piu' fragili. Lo sostiene una nuova ricerca americana. Carolyn J. Crandall della University of California, Los Angeles, e la sua equipe hanno scoperto che le donne che riferivano di avere vampate di calore e sudorazioni notturne (sintomi noti come vasomotori) avevano una densita' minerale ossea inferiore rispetto alle donne prive di tali sintomi. Piu' forti erano le vampate di calore, piu' sottili le ossa. Le vampate di calore sono un sintomo molto comune durante la menopausa, ma Crandall e colleghi fanno notare che circa il 60% delle donne ne soffre gia' da prima che il ciclo sparisca del tutto. I ricercatori hanno cercato di capire la connessione tra sintomi della menopausa, perdita di estrogeni e assottigliamento delle ossa. Hanno analizzato 2.213 donne di diverse etnie parte dello Study of Women's Health Across the Nation che, all'inizio della ricerca, avevano dai 42 ai 52 anni. Nessuna era in menopausa in quel momento, ma alcune gia' si trovavano in perimenopausa, il periodo immediatamente precedente la fine dell'eta' fertile. Le donne che riferivano sintomi vasomotori avevano una densita' minerale ossea piu' bassa delle donne senza quei sintomi. L'eta' influiva su quali ossa erano piu' colpite: nelle donne sulla soglia della menopausa o ai suoi inizi, le vampate significavano ossa femorali piu' sottili, in quelle in menopausa vera e propria (nel corso del follow-up) le vampate indicavano ossa del bacino piu' fragili. Piu' erano frequenti i sintomi vasomotori, piu' bassa era la densita' minerale ossea. Secondo Crandall e colleghi, il fatto che i sintomi vasomotori indichino un assottigliamento delle ossa anche in perimenopausa suggerisce che i livelli di estrogeni non sono gli unici responsabili, perche' l'estrogeno cala solo dopo la fine del ciclo. I ricercatori notano invece che durante le vampate di calore si attiva il sistema nervoso simpatico e che i neurotrasmettitori e gli ormoni rilasciati quando questa parte del cervello si attiva sono stati collegati alla fragilita' ossea. Occorreranno ulteriori studi - conclude l'equipe sulla rivista Menopause - per chiarire questi meccanismi.
http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200905191016-hpg-rsa0004-menopausa_vampate_di_calore_segnale_di_osteoporosi
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giovedì 28 maggio 2009
martedì 2 dicembre 2008
Osteoporosi: 5 mln malati in Italia, con vitamina D prevenzione a 1 euro
Osteoporosi: 5 mln malati in Italia, con vitamina D prevenzione a 1 euro
ultimo aggiornamento: 24 novembre, ore 18:17
Roma, 24 nov. (Adnkronos Salute) - Cinque milioni di italiani rischiano fratture per la perdita di massa ossea provocata dall'osteoporosi. Eppure, per avere uno scheletro sano basterebbe assumere un grammo di calcio al giorno accompagnato dalla giusta dose di vitamina D, grazie alla quale il nostro organismo assorbe le sostanze contenute nel latte e in altri alimenti. "Quando ero assessore alla Salute nel Veneto ho introdotto la possibilità di effettuare due iniezioni di vitamina D all'anno per le donne a maggior rischio di fratture. E si tratta di un esempio che si potrebbe seguire al costo di solo un euro a fiala". A dirlo è stato il sottosegretario al Welfare Francesca Martini, partecipando oggi a Roma alla cerimonia di assegnazione del premio Aila per la lotta contro l'artrosi e l'osteoporosi 'Progetto Donna', conferito ad attori, giornalisti, politici, medici e registi che si sono distinti con la loro attività a favore della donna.
"Oggi in Italia - ha ricordato Martini - due terzi delle donne fanno prevenzione attraverso gli screening. C'è dunque un terzo che ancora deve essere coinvolto. Ma negli ultimi anni è cresciuto molto il livello di consapevolezza e anche dei servizi dedicati alla prevenzione, con una medicina di genere che è tutta da scoprire. I programmi dedicati alle donne poi hanno particolare importanza, perché se si ammala una madre o una moglie viene meno il suo essenziale sostegno alla famiglia. Le politiche a favore della donna sono dunque politiche a favore della società e l'impegno deve essere anche quello di spostare sul territorio risorse finora investite male nell'assistenza ospedaliera, che rappresenta la fase acuta della malattia. Occorre una capacità di risposta ai bisogni dei pazienti per far fronte ai fattori di rischio e all'avanzamento della longevità".
"L'Organizzazione mondiale della sanità - ha sottolineato la senatrice Laura Bianconi (Pdl) - stima che entro il 2050 saranno 24 milioni le persone colpite da osteoporosi. Ma in Italia manca ancora un registro prime fratture. In Senato stiamo portando avanti un discorso bipartisan con una mozione che, oltre a fotografare la situazione attuale, inserisca iniziative finalizzate alla diagnosi di questa malattia". A ricevere il premio Aila 2008, giunto alla sua settima edizione, sono stati fra gli altri lo stesso sottosegretario Martini, l'etoile Carla Fracci, il direttore di 'Gente' Monica Mosca, il professor Franco Chimenti, preside della Facoltà di Farmacologia dell'università La Sapienza di Roma, il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia, il direttore generale del ministero del Welfare Daniela Rodorigo, il vicepresidente della Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica Matteo Marzotto, gli attori Lola Ponce e Vincenzo Salemme, il giornalista Michele Cucuzza e la presentatrice Sonia Grey.
http://www.adnkronos.com/IGN/Salute/?id=3.0.2742521731
ultimo aggiornamento: 24 novembre, ore 18:17
Roma, 24 nov. (Adnkronos Salute) - Cinque milioni di italiani rischiano fratture per la perdita di massa ossea provocata dall'osteoporosi. Eppure, per avere uno scheletro sano basterebbe assumere un grammo di calcio al giorno accompagnato dalla giusta dose di vitamina D, grazie alla quale il nostro organismo assorbe le sostanze contenute nel latte e in altri alimenti. "Quando ero assessore alla Salute nel Veneto ho introdotto la possibilità di effettuare due iniezioni di vitamina D all'anno per le donne a maggior rischio di fratture. E si tratta di un esempio che si potrebbe seguire al costo di solo un euro a fiala". A dirlo è stato il sottosegretario al Welfare Francesca Martini, partecipando oggi a Roma alla cerimonia di assegnazione del premio Aila per la lotta contro l'artrosi e l'osteoporosi 'Progetto Donna', conferito ad attori, giornalisti, politici, medici e registi che si sono distinti con la loro attività a favore della donna.
"Oggi in Italia - ha ricordato Martini - due terzi delle donne fanno prevenzione attraverso gli screening. C'è dunque un terzo che ancora deve essere coinvolto. Ma negli ultimi anni è cresciuto molto il livello di consapevolezza e anche dei servizi dedicati alla prevenzione, con una medicina di genere che è tutta da scoprire. I programmi dedicati alle donne poi hanno particolare importanza, perché se si ammala una madre o una moglie viene meno il suo essenziale sostegno alla famiglia. Le politiche a favore della donna sono dunque politiche a favore della società e l'impegno deve essere anche quello di spostare sul territorio risorse finora investite male nell'assistenza ospedaliera, che rappresenta la fase acuta della malattia. Occorre una capacità di risposta ai bisogni dei pazienti per far fronte ai fattori di rischio e all'avanzamento della longevità".
"L'Organizzazione mondiale della sanità - ha sottolineato la senatrice Laura Bianconi (Pdl) - stima che entro il 2050 saranno 24 milioni le persone colpite da osteoporosi. Ma in Italia manca ancora un registro prime fratture. In Senato stiamo portando avanti un discorso bipartisan con una mozione che, oltre a fotografare la situazione attuale, inserisca iniziative finalizzate alla diagnosi di questa malattia". A ricevere il premio Aila 2008, giunto alla sua settima edizione, sono stati fra gli altri lo stesso sottosegretario Martini, l'etoile Carla Fracci, il direttore di 'Gente' Monica Mosca, il professor Franco Chimenti, preside della Facoltà di Farmacologia dell'università La Sapienza di Roma, il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia, il direttore generale del ministero del Welfare Daniela Rodorigo, il vicepresidente della Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica Matteo Marzotto, gli attori Lola Ponce e Vincenzo Salemme, il giornalista Michele Cucuzza e la presentatrice Sonia Grey.
http://www.adnkronos.com/IGN/Salute/?id=3.0.2742521731
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venerdì 22 febbraio 2008
OSTEOPOROSI:LA CURA "UNA VOLTA" ALL'ANNO
Osteoporosi: la cura «una volta» all'anno
Arriva anche in Italia una nuova modalità di trattamento (solo ospedaliera) in infusione
MILANO - Una infusione all’anno contro l’osteoporosi. E’ l’ultima novità in arrivo per contrastare la malattia che rende fragili le ossa, esponendo al rischio di fratture, soprattutto del femore e delle vertebre, in particolare le donne anziane. L’infusione in questione è a base di acido zoledronico alla dose di 5 milligrammi, e potrà essere prescritta a praticata solo in ospedale. Secondo i dati resi noti in occasione della presentazione del farmaco la riduzione di fratture arriverebbe al 35% . In Italia ogni anno si stimano circa 80 mila casi di persone che vanno incontro a frattura al femore, e che nel 25% dei casi, soffrono una seconda frattura. Spiega Umberto Tarantino, Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato Locomotore- Università degli Studi di Roma Tor Vergata: «Il fenomeno delle ri-fratture è correlato al fatto che la maggior parte delle pazienti, dal 40 al 60%, non si presentano nemmeno alla prima visita di controllo in ospedale, un mese dopo l’intervento al femore; non seguite adeguatamente, le pazienti vanno incontro alle note ulteriori complicanze e rifratture. Va poi considerato che tra le pazienti che iniziano un trattamento terapeutico, registriamo un tasso di aderenza alla terapia inferiore al 50% (cioè meno di 6 mesi/anno) che, secondo evidenze cliniche, non genera alcuna protezione dalla ri-frattura».
COSTI - Ogni infusione costa 280 euro, totalmente a carico del Servizio Sanitario. Un prezzo considerevole, che però, secondo gli esperti presenti alla conferenza stampa di presentazione del farmaco a Milano il 19 febbraio, sè compensato dal risparmio complessivo che si può conseguire sul fenomeno fatture. Il rischio di fratture e ri-fratture da osteoporosi spesso non adeguatamente diagnosticato e trattato comporta infatti- è stato sottolineato- costi notevoli per il Servizio sanitario. In Italia per il 2009 si stimano costi a carico del Ssn per fratture e ri-fratture al femore pari a circa 1.211 milioni di Euro, di cui 212 milioni solo per le ri-fratture. «Il trattamento farmacologico in monosomministrazione annuale rappresenta la soluzione. Trattare tutti i pazienti che subiscono una frattura di femore con l’acido zoledronico una volta l’anno, ridurrebbe le ri-fratture di femore del 30%, diminuendo quindi anche i decessi successivi, assicurando un’aderenza alla terapia del 100% e con un risparmio netto valutato in circa 50 milioni di Euro/anno per il Servizio sanitario nazionale, è il primo farmaco che, pur dimostrando una maggiore efficacia rispetto alle terapie esistenti, ha un costo più basso dei generici» ha spiegato Silvano Adami, docente di Reumatologia all'università di Verona e direttore del Centro di riferimento regionale per l'osteoporosi di Valeggio sul Mincio (Verona).
«Una soluzione per un problema difficile - conferma Umberto Tarantino, ordinario di Malattie dell'apparato locomotore all'università di Roma Tor Vergata - Oggi, infatti, almeno il 40% degli oltre 80 mila pazienti italiani colpiti ogni anno da una frattura al femore viene trattato per la frattura, ma non per l'osteoporosi». Dopo le dimissioni «il 40-60% dei malati sfugge anche alla prima visita di controllo in ospedale, e fra i pazienti in terapia antiosteoporosi il tasso di aderenza al trattamento è inferiore al 50% e sotto al 27% nella metà delle donne in cura». Risultato: entro tre anni il 25% incorre in una seconda frattura».
http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=6403792975617286257
Arriva anche in Italia una nuova modalità di trattamento (solo ospedaliera) in infusione
MILANO - Una infusione all’anno contro l’osteoporosi. E’ l’ultima novità in arrivo per contrastare la malattia che rende fragili le ossa, esponendo al rischio di fratture, soprattutto del femore e delle vertebre, in particolare le donne anziane. L’infusione in questione è a base di acido zoledronico alla dose di 5 milligrammi, e potrà essere prescritta a praticata solo in ospedale. Secondo i dati resi noti in occasione della presentazione del farmaco la riduzione di fratture arriverebbe al 35% . In Italia ogni anno si stimano circa 80 mila casi di persone che vanno incontro a frattura al femore, e che nel 25% dei casi, soffrono una seconda frattura. Spiega Umberto Tarantino, Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato Locomotore- Università degli Studi di Roma Tor Vergata: «Il fenomeno delle ri-fratture è correlato al fatto che la maggior parte delle pazienti, dal 40 al 60%, non si presentano nemmeno alla prima visita di controllo in ospedale, un mese dopo l’intervento al femore; non seguite adeguatamente, le pazienti vanno incontro alle note ulteriori complicanze e rifratture. Va poi considerato che tra le pazienti che iniziano un trattamento terapeutico, registriamo un tasso di aderenza alla terapia inferiore al 50% (cioè meno di 6 mesi/anno) che, secondo evidenze cliniche, non genera alcuna protezione dalla ri-frattura».
COSTI - Ogni infusione costa 280 euro, totalmente a carico del Servizio Sanitario. Un prezzo considerevole, che però, secondo gli esperti presenti alla conferenza stampa di presentazione del farmaco a Milano il 19 febbraio, sè compensato dal risparmio complessivo che si può conseguire sul fenomeno fatture. Il rischio di fratture e ri-fratture da osteoporosi spesso non adeguatamente diagnosticato e trattato comporta infatti- è stato sottolineato- costi notevoli per il Servizio sanitario. In Italia per il 2009 si stimano costi a carico del Ssn per fratture e ri-fratture al femore pari a circa 1.211 milioni di Euro, di cui 212 milioni solo per le ri-fratture. «Il trattamento farmacologico in monosomministrazione annuale rappresenta la soluzione. Trattare tutti i pazienti che subiscono una frattura di femore con l’acido zoledronico una volta l’anno, ridurrebbe le ri-fratture di femore del 30%, diminuendo quindi anche i decessi successivi, assicurando un’aderenza alla terapia del 100% e con un risparmio netto valutato in circa 50 milioni di Euro/anno per il Servizio sanitario nazionale, è il primo farmaco che, pur dimostrando una maggiore efficacia rispetto alle terapie esistenti, ha un costo più basso dei generici» ha spiegato Silvano Adami, docente di Reumatologia all'università di Verona e direttore del Centro di riferimento regionale per l'osteoporosi di Valeggio sul Mincio (Verona).
«Una soluzione per un problema difficile - conferma Umberto Tarantino, ordinario di Malattie dell'apparato locomotore all'università di Roma Tor Vergata - Oggi, infatti, almeno il 40% degli oltre 80 mila pazienti italiani colpiti ogni anno da una frattura al femore viene trattato per la frattura, ma non per l'osteoporosi». Dopo le dimissioni «il 40-60% dei malati sfugge anche alla prima visita di controllo in ospedale, e fra i pazienti in terapia antiosteoporosi il tasso di aderenza al trattamento è inferiore al 50% e sotto al 27% nella metà delle donne in cura». Risultato: entro tre anni il 25% incorre in una seconda frattura».
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