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domenica 22 febbraio 2009

Il malato tipo è uomo o donna per lo più ultra 65enne

Lui, lei e il diabete, la 'terapia di coppia' aiuta il 90% dei malati

Ricerca presentata a Milano, in occasione del lancio italiano di una pillola antidiabete. Nella Penisola, la malattia del sangue dolce colpisce circa 4 milioni di persone


Milano, 18 feb. (Adnkronos Salute) - Contro il diabete l'unione fa la forza. E il numero perfetto e' il due: il malato e il familiare che lo assiste ogni giorno, donna 6 volte su 10, che insieme riescono a gestire meglio la terapia con benefici dichiarati dal 90% dei pazienti. A promuovere la 'terapia di coppia' contro la malattia del sangue dolce, che nella Penisola colpisce circa 4 milioni di persone di cui un milione ancora senza diagnosi, e' un'indagine condotta da Gfk Eurisko per il gruppo farmaceutico Novartis.

La ricerca e' stata presentata a Milano, in occasione del lancio italiano di una pillola antidiabete che abbina due principi attivi in un'unica compressa (vildagliptin e metformina) e della campagna 'Due in uno. Combinazione vincente contro il diabete'. Un'alleanza al femminile tra Fand (Associazione italiana diabetici) e Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna), che organizzeranno incontri per i pazienti e i 'caregiver'.

L'indagine ha coinvolto 900 malati di diabete e 100 caregiver che li assistono, rilevando che quando ha accanto un 'angelo custode' il paziente sta meglio sia nel corpo sia nell'anima: e' piu' soddisfatto di se stesso e della sua vita (il doppio rispetto a chi lotta da solo), e' meno ansioso (68% degli 'accoppiati' contro il 64% dei 'solitari') ed e' piu' attivo (63% contro 56%). Il 76% dei malati fiancheggiati da un caregiver si ricorda sempre di assumere i suoi farmaci; il 72% segue una dieta ad hoc che nel 74% dei casi viene adottata 'per solidarieta'' dall'intera famiglia; il 55% pratica attivita' fisica e il 50% viene accompagnato dal suo assistente alle visite di controllo.

In generale, combattere la malattia in due permette al paziente di trovare risposte ai suoi bisogni, messi nero su bianco da un forum on line condotto su 25 diabetici. Fra le necessita' piu' urgenti degli intervistati c'e' quella di avere un sostegno nell'elaborazione della diagnosi e di essere motivati in modo da poter guardare al futuro 'pensando positivo'.

http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.3029605991

Ma chi e' il diabetico italiano tipo? L'identikit disegnato da Gfk Eurisko 'fotografa' un uomo o una donna per lo piu' ultra 65enne, con punte rilevanti di over 74 femmine. I pazienti dello Stivale sono prevalentemente obesi (donne) o in sovrappeso (uomini); soprattutto le femmine abbinano al diabete altre malattie: in particolare, il 55% soffre anche di ipertensione e il 47% di colesterolo alto.

lunedì 2 giugno 2008

CARCINOMA MAMMARIO-SUCCESSO TERAPIA CON ACIDO ZOLEDRONICO E ORMONE

TERAPIA ORMONALE PER IL CARCINOMA MAMMARIO-SUCCESSO

01-06-008

L’associazione di acido zoledronico alla terapia ormonale postchirurgica riduce del 36% il rischio di recidiva o di decesso e migliora i benefici clinici ottenuti con la sola terapia ormonale. Questi i dati dello studio ABCSG-12 presentati da un team di ricercatori dell’Austrian Breast & Colorectal Cancer Study Group, durante l’ASCO 2008 a Chicago.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ogni anno nel mondo sono circa 500.000 i decessi causati da recidiva o metastatizzazione del carcinoma mammario e l’incidenza di questa malattia va purtroppo aumentando. Lo studio di fase III, multicentrico, in aperto ha arruolato 1.803 donne in premenopausa affette da carcinoma mammario di stadio I o II positivo per i recettori degli estrogeni, con meno di 10 linfonodi ascellari coinvolti. Le pazienti sono state trattate per tre anni e osservate per ulteriori due anni: l'associazione dell’acido zoledronico alla terapia ormonale con tamoxifene o anastrozolo ha prolungato significativamente sia la sopravvivenza libera da malattia, sia la sopravvivenza libera da recidiva. Rispetto alla sola terapia ormonale, il rischio di eventi che limitano la sopravvivenza libera da malattia (incluso il decesso per qualsiasi causa) è sceso del 36%.



Questi sono i primi dati ottenuti da un vasto programma clinico di studio sull'effetto antitumorale diretto dell’acido zoledronico nel carcinoma mammario, polmonare e prostatico.

L’acido zoledronico è già il trattamento di prima scelta a livello mondiale per la prevenzione o il rallentamento della comparsa di eventi correlati all'apparato scheletrico (SRE) in pazienti affetti da diversi tumori in fase avanzata che interessano l’osso. Diversi studi che prevedono l’arruolamento di 20.000 pazienti in 10 studi clinici, ne esploreranno i benefici antitumorali anche in altri tipi di tumore. Attendiamo i risultati nei prossimi due o tre anni.

Maria Nardoianni

http://it.notizie.yahoo.com/pensiero/20080601/r_t_pensiero_hl/thl-significativi-beneifici-antitumorali-bd646f4_1.html?printer=1